21/03/17

FRATELLI !!! C'è soltanto un modo per obbligare Papa Francesco a transitare da Rovereto sul Secchia il 2 Aprile ! Mo' ve lo spiego.



ISTRUZIONI : 


E' necessario pregare e chiedere l'intercessione di San Francesco Antonio Fasani ( che è pure nato il 6 agosto come me ....) in merito ai giorni 29,30,31 marzo.

San Francesco Fasani è patrono della pioggia. Se il 29,30,31 marzo, ne verrà tanta, e un po' di neve in appenino ( in questo caso si consiglia di chiedere supporto alla Madonna della neve ...), il livello del fiume Secchia si alzerà e Ponte Motta verrà chiuso.

Nell'itinerario di trasferimento a Mirandola sarà a quel punto obbligatorio il transito nella via centrale di Rovereto sulla Secchia.

I fratelli di Cavezzo, per contrastare, si informino come fare. La preghiera resta sempre una faccenda popolar-democratica, decide poi il presidente.

Giusto per evitare eventualmente che il presidente ci prenda troppo sul serio, invochiamo anche la misura di contrappeso: Giusta misura.

I testimoni sanno già come mai è nata l'idea di questo post.

AMEN.

Davide Boldrin





19/03/17

Ricostruzione terremoto Emilia: Ricatti, subappalti,truffe ? Proviamo a vedere cosa dicono l'on. Baruffi, la Lapam ecc.

Le mie domande sono :

1) Ma possibile che a chi compete, non noti che certe varianti migliorative, seppur firmate dai committenti abbiano cifre spropositate ?

2) Ma possibile che nessuno a cui compete, abbia fatto caso che molte delle imprese fallite, siano fallite proprio al penultimo SAL ? Quello sostanzioso che comprende anche la liquidazione per i " subappaltati " ? E che poi queste imprese fallite magari ricompaiono con un prestanome ?

Ed ecco alcuni articoli:

LAPAM: http://www.sulpanaro.net/2017/03/ricostruzione-associazioni-in-pressing/

Ricostruzione, associazioni in pressing sulla Regione: “Piccole imprese di subfornitura a rischio collasso”

“Abbiamo voluto questo incontro per cercare soluzioni operative che diano l’opportunità alle piccole imprese di subfornitura di non collassare. Siamo arrivati al paradosso che vi sono imprese che preferiscono rinunciare ai lavori, pur di non doversi sottoporre a ritardi nelle liquidazioni non sostenibili”. Erio Luigi Munari, presidente Lapam Confartigianato, inquadra così l’incontro costruttivo che si è tenuto ieri mattina nella sede modenese dell’associazione con l’assessore regionale alle attività produttive con delega alla ricostruzione, Palma Costi e con Enrico Cocchi, responsabile dell’agenzia per la ricostruzione della Regione. L’incontro, promosso dal livello regionale di Confartigianato e da Lapam, ha visto la presenza del presidente regionale dell’associazione, Marco Granelli, del presidente Munari, del segretario Carlo Alberto Rossi, del presidente del comparto costruzioni Lapam, Roberto Ferrari, del membro di giunta Gilberto Luppi e dei segretari e funzionari dell’Area Nord di Lapam. “L’obiettivo – sottolinea Granelli – era di aprire un confronto franco a vantaggio delle imprese e del territorio, per superare i problemi in campo”.
Il confronto, dopo l’apertura sulla situazione delle imprese associate ancora delocalizzate o in difficoltà, è andato sulle difficoltà nella liquidazione dei lavori eseguiti, nei diversi stati di avanzamento, specie per le imprese di subfornitura, come impiantisti e serramentisti, ma non solo. Le differenti modalità di gestione tra comune e comune per le pratiche Mude (quelle riguardanti gli edifici civili) rendono complicato il quadro sotto questo profilo che resta quello maggiormente delicato, mentre per le pratiche Sfinge (gli immobili produttivi) si riscontrano meno problemi, sia pure con ritardi nelle liquidazioni. “Il nucleo del problema – ha sottolineato Munari – riguarda le piccole imprese artigiane in subappalto che scontano tempi di liquidazione troppo elevati”.
Da non sottovalutare, poi, i problemi delle imprese artigiane coinvolte nei percorsi di concordato avviati da imprese affidatarie dei lavori. Vi sono casi di piccole attività artigiane che non possono incassare importi elevati per lavori già eseguiti per conto delle capofila fallite.
L’assessore Palma Costi ha sottolineato di avere ben presente che queste piccole imprese rappresentano l’anello debole della catena e ha altresì sottolineato come i ritardi dipendano anche nella presentazione delle rendicontazioni e come il tema sia, spesso, legato ai rapporti contrattuali tra le imprese. Costi ha comunicato che per quanto attiene alle pratiche Mude relative alle abitazioni, la Regione ha aumentato il personale dedicato alle pratiche sisma per i comuni più danneggiati, al fine di accelerare i processi di concessione e liquidazione oltre a un lavoro di coordinamento e monitoraggio al fine di avere uniformità sui territori. Inoltre, sul versante regionale delle Sfinge, il personale di Invitalia destinato alle istruttorie e alle domande di concessione, dopo il 31 marzo sarà destinato al potenziamento delle liquidazioni. Ad oggi si sottolinea come poche sono le domande di Sal presentate. Sono circa 1200 le pratiche concesse su Sfinge dove non è pervenuta al momento alcuna richiesta di liquidazione.
Enrico Cocchi ha inoltre spiegato che, per ovviare al problema dei concordati, è imminente l’approvazione di un emendamento inserito nel decreto sisma Italia centrale, dedicato al sisma Emilia 2012 che consente, a determinate condizioni, il pagamento diretto alle imprese in subappalto. Non va dimenticato che il Codice degli Appalti si applica per le opere pubbliche e non tra privati, il senso dell’emendamento va nell’indirizzo di intervenire in questo ambito.
“Per Lapam Condartigianato questo sarebbe un risultato importante e atteso da tempo”, hanno spiegato Munari e Granelli.
“Occorre una maggiore uniformità di gestione delle procedure di liquidazione – ha sottolineato Ferrari – seguendo l’esempio di alcune amministrazioni locali che, attraverso i sopralluoghi in cantiere, riducono i tempi di verifica e quindi di liquidazione degli stati di avanzamento lavori”.
Lapam ha quindi fatto una proposta concreta, per tramite del presidente Munari: “Chiediamo che si adotti un sistema analogo a quello del nuovo Codice degli Appalti che consente alle imprese subappaltatrici, previa una richiesta motivata, di essere pagate direttamente. Oggi questo non è possibile, ma crediamo che si debba lavorare in questo senso per accelerare la liquidazione dei contributi ed evitare il soffocamento delle imprese artigiane coinvolte”.
“Come Confartigianato – ha concluso Granelli – ci siamo impegnati a comunicare alla Regione le situazioni di maggiore sofferenza, per monitorare la situazione e cercare di intervenire tempestivamente”.

On. BARUFFI: http://www.sulpanaro.net/2017/03/decreto-terremoto-baruffi-ghizzoni-approvate-le-norme-lemilia/

Decreto Terremoto, Baruffi e Ghizzoni “Approvate le norme per l’Emilia”

Si sono conclusi nella notte i lavori in Commissione Ambiente e lunedì prossimo il dl Terremoto del Centro Italia approderà in Aula alla Camera. Il provvedimento, spiega una nota del Pd, contiene anche misure che riguardano l’area del sisma emiliano del 2012, grazie ad alcuni specifici emendamenti presentati dai deputati modenesi del Pd Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni.
Ecco il loro commento
Il dl Terremoto contiene misure non solo per l’area colpita dal sisma del Centro Italia, ma anche misure specifiche per l’area del cratere del sisma emiliano del 2012, grazie ad alcuni emendamenti presentati dai deputati modenesi del Pd Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni. Gli emendamenti approvati consentono di intervenire a vantaggio di cittadini e imprese in situazioni peculiari che si sono verificate in questi anni di ricostruzione post-sisma. Innanzitutto si prevede la possibilità di effettuare pagamenti direttamente alle imprese subappaltatrici, nel caso in cui l’azienda appaltatrice sia sottoposta a concordato, misura a sostegno delle tenuta sociale ed economica del territorio. “Sono situazioni a cui abbiamo assistito e che rischiano di compromettere la ricostruzione – spiegano gli on. Baruffi e Ghizzoni – A farne le spese sono state soprattutto le imprese subappaltatrici o i fornitori, spesso imprese di piccole dimensioni non in grado di reggere l’urto dei mancati pagamenti da parte dell’impresa appaltatrice sottoposta a concordato”. Con un altro emendamento viene introdotta la possibilità di dare in locazione anche a nuclei familiari non terremotati gli immobili danneggiati dal sisma già ripristinati e ristrutturati, visto che questo tipo di fabbisogno è, per fortuna, di molto diminuito negli anni. “Di fatto i nuclei familiari terremotati – continuano i deputati modenesi – o hanno fatto rientro nelle abitazioni ristrutturate oppure hanno trovato un’altra collocazione in affitto. In questo modo si garantisce la possibilità ai proprietari di affittare comunque i propri immobili, sempre però con il vincolo del canone concordato, in modo da ravvivare il tessuto sociale delle aree colpite dal sisma”. Con un altro emendamento, inoltre, si prevede la possibilità per le Amministrazioni di recuperare contributi corrisposti e non dovuti per l’assistenza alla popolazione. “Ancora una volta – concludono Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni – si dimostra come il metodo di lavoro che abbiamo messo a punto in questi anni continua a funzionare. Il raccordo tra cittadini e imprese, Enti locali, Regione e parlamentari sta consentendo di garantire risposte adeguate alle esigenze espresse dal territorio colpito dal sisma. Mentre altre forze politiche preferiscono gridare, noi lavoriamo per ottenere risultati concreti”.
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Ok. Ma insomma, però...

1) Ma possibile che a chi compete, non noti che certe varianti migliorative, seppur firmate dai committenti abbiano cifre spropositate ?

2) Ma possibile che nessuno a cui compete, abbia fatto caso che molte delle imprese fallite, siano fallite proprio al penultimo SAL ? Quello sostanzioso che comprende anche la liquidazione per i " subappaltati " ? E che poi queste imprese fallite magari ricompaiono con un prestanome ?




Davide Boldrin






18/03/17

E cosi Giulia Olivetti ( PD e SI ) vincerà le elezioni grazie all’inaspettato aiuto degli “ uomini di Samorì “. Altri retroscena nel post. E cari concittadini, non firmate per presentare la lista RinNovi, mi raccomando.

E così a Novi di Modena, si è in qualche modo in quella guerriglia da due soldi che non porta a nulla. Io li chiamo gli effetti collaterali della democrazia, come ad esempio il noto senatore Antonio Razzi. Emblema nazionale di questi effetti collaterali.

Provo a spiegare. Si tratta di roba in qualche modo “ politichese “, ma che ha un suo senso. La battaglia elettorale avremmo voluto si svolgesse su due fronti: PD ( e SI…) e lista civica del Gruppo cittadino. Poi vinca il migliore. Ma cosa succede ? Da Carpi arrivano come sempre per la campagna elettorale, quelli che vogliono dire la loro. E fin qui nulla di male.

Però quando quella sera, i cari Roberto Benatti, Luca Lamma, Cristian Rostovi, e Giorgio Cavazzoli, mi chiesero di fare il candidato sindaco del centrodestra a Novi di Modena, io spiegai il mio “ assolutamente no “ , motivando che sarebbe stato come firmare una delega alla vittoria del PD, e che un mio passo indietro avrebbe invece favorito l’interesse di persone a cui piace la politica e meno i partiti, creando una reale possibilità di alternativa, credevo avessero capito. Magari un paio di loro forse si. Anzi no, forse tutti. Però insomma pare non si sia digerita. Come dire, “ ci serve la bandierina a qualsiasi costo “.

La frase scappata a qualcuno è stata “ ma basta con il terremoto “. E li il consigliere Barbi, storse un poco il naso. Anch’egli aveva capito che questi qui vivevano sulla luna. O semplicemente a Carpi …

Per dovere di cronaca, fu la stessa sera in cui Enrico Fieni diede l’anteprima che “ la lega fa da sola anche a Carpi “.

Insomma, la bandierina pare più importante delle faccende pragmatiche. Ma si sa, noi dei comuni terremotati abbiamo ‘sta fissa che delle bandierine ormai ci interessa poco. A meno che esse non portino qualcosa di utile ( come a Finale Emilia, ad esempio ). Se volessimo parlare di bandierine, forse quella della lega qualche appeal lo avrebbe. ForSa Italia ( quella di Samorì ….) un po’ meno. Chi li ha visti in zona in questi anni ?

Non essendoci il ballottaggio, si sa. Chi vince vince. E verrebbe da pensare che ci siano degli strani accordi sottobanco. Trame con chissà quali interessi dietro. Niente di tutto ciò. La spiegazione ve la darò con una foto. Però attenzione cari concittadini. Se al momento della raccolta delle firme per presentare le liste elettorali, voi firmaste per la fantomatica lista civica RinNovi, dareste la firma ad una lista dei samoriani carpigiani. Vedete voi. Si chiama comunque democrazia.

Per quanto riguarda eventuali trame, beh, la verità è solo questa. Che resta comunque un aiuto al PD:





Davide Boldrin