Quindi oggi neppure il consueto pesce d’Aprile.
C’è una cosa che tutti, spesso ci scordiamo. Che prima o poi si muore. I monaci benedettini , oltre all’ORA et LABORA ( il secondo di solito quando me ne vien voglia, mi siedo e aspetto che passi …) avevano anche un altro motto: MEMENTE MORI ( ricordati che devi morire ). Adesso magari chi legge si starà toccando qualcosa o facendo degli scongiuri. Ma tant’è, nella nostra civiltà moderna si tende ad usare la ragione in malo modo, facendo finta che ciò che è sgradito non esista. Eppure se uno ci pensa, non sa se fra 5 minuti ci sarà o no. A questo punto la vita, sarebbe una fregatura. Si può correre, affannarsi, far del proprio meglio, ma se tutta la realtà si trasforma in IDOLO, questo prima o poi, ci frega. Quindi per quanto mi riguarda, vorrei gustarmi la settimana santa. Mendicando al buon Dio di prendere sempre più coscienza che ciò che da speranza, in fondo non è : La famiglia. Il lavoro. Le passioni personali ( nel mio caso, la politica). Ovvero le cose che in fondo danno gusto alla vita. Che però senza la consapevolezza che esse non sono “MIE”, ma, in fondo hanno la loro natura libera, non potremo mai gustarcele appieno. Un esempio sono i figli. Noi genitori, non ne siamo i “padroni”. Ma gli amministratori delegati. Perché essi sono PERSONE diverse da noi. Altro esempio il lavoro: ci possiamo riporre tutta la speranza, ma come si è visto in questi anni di crisi, esso non lo è. Altro non è che un mezzo, non un fine. Quindi l’unica cosa per cui vale la pena vivere, è la certezza che in fondo, siamo figli. Liberi di sbagliare, liberi di rinnegare, liberi di non riconoscerlo. Chi ? Lui. L’unico UOMO per cui vale la pena vivere. Spero di maturare sempre più questa coscienza. Ne chiedo la grazia.
Buona settimana santa.
Davide Boldrin

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