25/03/11

Carpi scossa da un omicidio tra le mura domestiche - L'unica posizione ragionevole, ora.

EDITORIALE di NOTIZIE ( Settimanale della Diocesi di Carpi )

Carpi scossa da un omicidio tra le mura domestiche

CERCARE IL PERDONO


Una giovane donna, mamma di una bambina di dieci anni, uccisa dal marito. "Una famiglia tranquilla", ci sentiamo sempre ripetere in queste occasioni. A nessuno è dato di dubitare, fatto sta che quando meno te l’aspetti accade l’imponderabile, senza apparenti motivi di disagio materiale o psichico (entrambi i coniugi erano occupati e non ci sono di mezzo i servizi socio-sanitari). Si resta ancora più attoniti e confusi. "Gelosia" dicono gli inquirenti. Ancora una donna vittima della violenza. Quando finirà? La giustizia umana dovrà fare il suo corso ma da questo mistero di morte e di dolore che lascia sgomenti occorre intravedere nel tempo una via di uscita per non sprofondare nell’angoscia. Per chi vive nel proprio cuore questa tremenda lacerazione, la bambina, i famigliari e tutta la comunità cittadina. Anche per l’omicida. Vicinanza, affetto, cordoglio, solidarietà guai se non si esprimessero con le parole e con i fatti. Si può andare oltre. Viene alla mente la storia di Carlo Castagna, che nella sua casa di Erba perse la moglie, la figlia e il nipote, oltre alla vicina di casa corsa a soccorrerli. L’episodio è passato alla cronaca come la strage di Erba e Carlo ancora oggi stupisce quando afferma di perdonare gli assassini dei suoi cari. "Ho subito un male – ha dichiarato in un’intervista - che ricade anche sui miei figli, su mia suocera, sui miei cognati e sulle persone che mi hanno accompagnato e mi accompagnano nella vita. E per superarlo ci serve la forza del perdono, della misericordia". E ancora "Il perdono mi ha aiutato a vivere la sofferenza in modo diverso: non è tristezza, non è rancore, non è desiderio di vendetta". Dalla sofferenza al perdono. Dalla croce, che oggi è passata in questa famiglia e tra le case della nostra città, alla speranza.

Not
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Ho fatto questo POST, su provocazione di alcune persone, che mi hanno chiesto il paragone con l'omicidio di Novi. Premesso che non mi piace occuparmi di questi drammi, che mi sconvolgono tantissimo, come uomo, marito e padre, credo che l'unica posizione ragionevole sia quella riportata dall' editoriale di NOTIZIE.

Anche perchè,a mio avviso, quell'uomo lì, ha già pagato, e inizierà la sua pena (atroce e tremenda)nel momento in cui prenderà coscienza lucida di quel che ha fatto, pensando a sua moglie, e sua figlia.

Davide Boldrin

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