Istituzioni locali e comunità pakistana non restino in silenzio
SHABBAZ BATTI, MARTIRE PER LA LIBERTÀ
di Luigi Lamma
Adesso i codardi di quell’Europa che rifugge dalla condanna del fondamentalismo religioso verseranno le loro lacrime di coccodrillo, alleati di quei codardi che in Pakistan conoscono solo il sangue degli attentati”. Non ha usato il linguaggio felpato della diplomazia il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nell’esprimere la più ferma condanna per l’uccisione del ministro pakistano per le minoranze religiose Shahbaz Bhatti. “Come abbiamo fatto per Sakineh e per Asia Bibi, - ha auspicato il ministro Frattini - credo che la foto di Shahbaz Bhatti dovrebbe campeggiare sulla facciata di qualche palazzo delle nostre istituzioni, a ricordare una grande battaglia di libertà con i suoi eroi ed i suoi martiri”. Volentieri dedichiamo la prima pagina del giornale a Shahbaz Batti, a questo nuovo martire cristiano, perseguitato e morto per la giustizia. Il Consiglio Provinciale con tempestività ha manifestato la condanna per l’omicidio di Bhatti, ci si attende altrettanto dai Comuni delle Terre d’Argine che tra l’altro ospitano una consistente comunità pakistana. Anche dai rappresentati dei pakistani che vivono tra noi, sperimentando ciò che significa essere liberi di manifestare le proprie opinioni e la propria fede senza discriminazioni e persecuzioni, sarebbe importante ricevere un segnale di riprovazione di fronte a tanta inaudita ferocia, per costruire insieme un futuro di pace qui e in Pakistan, per tutte le minoranze religiose.


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