14/04/11

Più Società e meno Stato ! Diamo inizio alla mia personale CAMPAGNA ELETTORALE. Di Davide Boldrin

L’idea di iniziare già da ora una campagna elettorale per propormi come candidato CONSIGLIERE,( in quale eventuale lista, poco importa, dato che mi piacerebbe usare i partiti come TAXI, un po’, come fece un tale di nome ENRICO MATTEI …) l’ho avuta in bagno, seduto sulla tazza mentre leggevo NOTIZIE ( il settimanale della diocesi di Carpi). Luogo insolito si penserà. Siate onesti. Chi non utilizza proprio quel momento lì per leggere a fondo qualcosa che gli interessa? Ecco. Ho letto con gusto l’editoriale di EDOARDO PATRIARCA LA “GRANDE SOCIETÀ” È GIÀ TRA NOI. ( link: http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=16361 )


Ne riporto una parte qui:

Il volontariato tra Stato e mercato
LA “GRANDE SOCIETÀ” È GIÀ TRA NOI


di Edoardo Patriarca

Alla Conferenza europea per le celebrazioni italiane dell’Anno europeo del volontariato “Sussidiarietà e volontariato in Italia e in Europa: valori, esperienze e strumenti a confronto”, svoltasi a Venezia nella giornata del 1° aprile e organizzata dal Ministero del welfare, sono stati presentati i dati ultimi sulle realtà di volontariato presenti in Europa. Nella ricerca “Participation in volunteering and unpaid work” promossa dall’agenzia dell’Unione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, resa pubblica lo scorso 17 febbraio da Eurofound, si dà il quadro della presenza dei volontari nell’Unione. Il volontario europeo è soprattutto una persona di mezza età, ben istruita e con un buon reddito; è forte in genere il legame con le istituzioni religiose, e coloro che partecipano regolarmente alle funzioni risultano le persone più propense a partecipare ad attività di volontariato e beneficenza; non appaiono invece significative le differenze di genere. I più alti tassi di partecipazione si registrano soprattutto in Danimarca, Finlandia, Svezia, Austria e Paesi Bassi, dove in media oltre il 40% delle persone di età superiore a 18 anni partecipano ad attività di volontariato. L’Italia si situa al 14° posto della classifica, attorno alla media europea, del 23% circa. La ricerca distingue tra volontari assidui e occasionali. La categoria degli assidui comprende volontari attivi “tutti i giorni”, e coloro che svolgono attività di volontariato una o più volte la settimana. Gli occasionali, invece, sono attivi meno di una volta la settimana. E’ qui che le differenze si fanno rilevanti: mentre in Olanda i volontari sono in totale il 42% della popolazione adulta, la metà della quale sono assidui (almeno una volta la settimana), in Danimarca, Belgio e Germania i volontari della medesima tipologia sono il 14%, con l’Italia che si attesta sul 9% della popolazione adulta. Ma vediamo le aspettative e gli stili di vita delle persone coinvolte. La ricerca evidenzia come l’attività di volontariato contribuisca a rendere più soddisfacente la qualità della vita delle persone e i loro rapporti con il vicinato e con la comunità locale. Le persone che praticano più frequentemente attività di volontariato, o altre forme d’impegno sociale o religioso, manifestano maggiore felicità e soddisfazione per la vita, hanno più stima di sé, più capacità progettuale e una minore propensione alla depressione. In Italia, in particolare, alla fine del 2003, le organizzazioni di volontariato erano 21.021, con un incremento del 14,9% rispetto al 2001. Nello stesso periodo i volontari sono aumentati del 18,8% passando da circa 700 mila a più di 800 mila. Una ricerca realizzata dall’Istat per l’Osservatorio sull’Economia sociale del Cnel stima il valore economico del volontariato italiano in 7.779 milioni di euro. In termini relativi, questo dato corrisponde allo 0,7% del Pil e, se sommato al totale del valore della produzione delle organizzazioni non profit, condurrebbe a quantificare la ricchezza prodotta da questo settore in Italia al di sopra del 4% del Pil. Un fenomeno dunque in crescita e persistente, che smentisce i cultori del bipolarismo stato-mercato secondo il quale allo stato sono assegnati, in modo esclusivo, tutti i compiti di welfare, e al mercato di matrice liberista il compito di produrre ricchezza senza alcuna regola. Negli anni Novanta, in virtù di questo teorema, alcuni protagonisti del volontariato arrivarono a teorizzare la “fine del volontariato” una volta che lo stato avesse assunto la pienezza dei poteri nella tutela e garanzia di diritti e bisogni.  Ma la storia ha dimostrato che il paradigma stato/mercato è fallito, come pure lo slogan meno-stato- più-mercato. La storia ci porta oltre: il volontariato cresce e si sviluppa proprio nelle società più evolute; le relazioni basate sul dono, sulla fiducia e sulla solidarietà si scoprono necessarie per il buon funzionamento del mercato; lo stato onnivoro fa un passo indietro e torna ai compiti originari che gli sono assegnati dalla Costituzione; la sussidiarietà cerca una pluralità di soggetti civili e costruisce una nuova infrastrutturazione sociale che vede lo spazio pubblico animato da associazioni liberamente costituite dai cittadini, da imprese chiamate alla responsabilità e da pubbliche amministrazioni impegnate a governare e sostenere le reti che si costituiscono sul territorio. La “big society” è già tra noi: basta solo valorizzarla.


LA “BIG SOCIETY”


Fare di più con meno risorse. Rendendo i cittadini responsabili dei servizi locali e dando loro il potere che oggi è racchiuso nelle voraci mani dello Stato e del mercato. È questa la filosofia che ha ispirato il programma del premier britannico David Cameron impegnato a lanciare la rivoluzione della Big Society in cui semplici cittadini si uniscono tra di loro e attraverso organizzazioni civiche cercano di creare un nuovo tipo di società fondata sul perseguimento del bene comune e del soccorso reciproco.

Ora farò alcune considerazioni:


Già il sottoscritto qualche anno fa ( Marzo 2009) fece notare una cosa inerente:


( Si noti come Rossano Bellelli, allora da buon UDC, rivoltò la faccenda, e seguite il blog, che in futuro farò rivelazione politiche del passato, in merito)


Il sottoscritto, dopo il colpo di matto ( sullo stile : AVETE ROTTO, a xi foora dal MOND! ) delle dimissioni, propose anche ciò:

IL Cittadino Davide Boldrin;

Nato a Legnago (Vr) il 06/08/1971
Propone All’intero Consiglio Comunale, di stilare un O.D.G.,che abbia come base la,


Creazione di un Fondo Comune di Solidarietà Sociale a Tassazione Volontaria

Con la seguente proposta invito l’intero consiglio comunale a elaborare un O.D.G.; che tenga in considerazione, per affrontare periodi di crisi economica a lunga scadenza, una forma di Ammortizzatore Sociale su base Volontaria, o Fondo di Mutua Assistenza.

Ad esempio,una autotassazione dei cittadini, che aderiscono all’eventuale fondo.

Per esemplificare più concretamente:

Se Mille cittadini,versassero una somma annuale di 30 Euro,il fondo sociale che ammonterebbe a 30.000 Euro, per il primo anno, sarebbe a disposizione dei sottoscrittori stessi in momenti di reali necessità,con parametri predefiniti.

Oppure, destinare una parte delle risorse dell’Addizionale Comunale, per tutta la cittadinanza.

Per quanto mi riguarda preferirei una dinamica su base volontaria per responsabilizzare le persone.

Questo per affrontare il fatto che, malgrado tutto, il mercato del lavoro e’ destinato comunque a mutamenti epocali,con la possibilità concreta in futuro di affrontare periodi di crisi stagionali.

Questa infatti non e’ una proposta per l’immediato, ma per il lungo termine.

Per Quanto riguarda l’immediato;

1) Propongo di valutare l’integrazione dei redditi FAMILIARI,con il Dirottamento di Risorse dal fondo di Riserva, o da dove possibile.

2) Di contattare le realtà NO-PROFIT di Assistenza Sociale su base Volontaria presenti sul Territorio Nazionale. Ad esempio il Banco Alimentare, o il Banco Farmaceutico, per consentire ai nuclei familiari, di fruire gratuitamente almeno di una spesa al mese o più, in base alle reali necessità, o di medicinali da banco.

3) Favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.Con la creazione di un Punto di Incontro, sempre su base Volontaria.

Le mie proposte partono da una esperienza concreta.

La mia. In quanto anche io subisco gli effetti di questa crisi economica, in prima persona, come tanti. Per questo credo che dall’Istituzione Pubblica non si possa solo pretendere, ma anche proporre,e mettersi in gioco personalmente, anche senza ruoli istituzionali. Ogni persona e’ comunque responsabile di sé. Di contro l’istituzione pubblica, non si chiama “PUBBLICA” a caso, e deve,per sua natura essere sempre a disposizione delle reali necessita’dei cittadini.

Non a caso, io credo che ci voglia oggi, molto piu’ di ieri,

PIU’ SOCIETA’ E MENO STATO.


Ovvero’ la societa’ delle persone,in movimento,capace di solidarietà e sussidiarietà concrete, e di un ente pubblico non invadente, ma al servizio.



Novi di Modena li 15 Ottobre 2009
Davide Boldrin

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In merito all'ultimo punto, terrei  molto in considerazione la possibilità di una eventuale CONVENZIONE LOCALE con la SOCIETA di MUTUA ASSISTENZA presente a CARPI. Ci sono anziani che la gesticono, ora. Però sarà ora di rivalutare il tutto.

E credo sul serio, che sia ora di smettere di pensare che la Pubblica Amministrazione, sia il FULCRO della Comunità. Non è così. Essa è tenuta ad amministrare i SOLDI NOSTRI. Basta con i " Doppioni ". Se qualche struttura funziona, ( ad esempio l'oratorio del prete, o la scuola NON STATALE, o altro ancora, si diano due soldi a ciò che c'è già, per incrementare e fruire, invece di fare " doppione ". Infatti, credo non sia corretto PIU MERCATO MENO STATO, come se ciò che nasce da una attenzione ad un problema reale, e non sia " Statale " o viceversa, non possa essere finalizzato ad un bene comune di natura pragmatica e anche economica. RIPRENDIAMOCI invece la GESTIONE dei RIFIUTI e la GESTIONE dell'ACQUA. insomma, MENO AIMAG e più COMUNE ( locale...)

Più Società e meno STATO!
E' ORA DI PARTIRE.

Davide Boldrin
( Che saluta i consiglieri Carpigiani che ora si stanno scannando in CC..)

1 commento:

  1. Se tu, Davide, ti candidi come consigliere, non vedo l'ora di candidarmi a Sindaco in un altra lista ...

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