Nuova data del congresso.
CONGRESSO PDL Modena Provinciale, 25 febbraio 2012: Hotel UNA via Luigi Settembrini n. 10 – Baggiovara MO
Ora inizio congresso ore 10,00 - Orario seggi: dalle alle 12.00 alle 21.00
Ora inizio congresso ore 10,00 - Orario seggi: dalle alle 12.00 alle 21.00
Lettera aperta di Gian Carlo Pellacani ( Ex.Rettore) a Dante Mazzi: il partito è a pezzi, per colpa vostra
Caro Mazzi, capisco che ognuno debba fare la sua parte, anche se sgradevole e difficile da condire con qualcosa di sensato.
Allora si ricorre alle offese personali. Ma di questo strumento ho già parlato ieri, oggi, constato che lo usano anche i caporali.
Non nasco né da Forza Italia né da AN, quindi non faccio parte di gruppi uniti da legami deboli naturali, ideologici, o da legami forti innaturali, il potere personale.
Scusami il linguaggio da chimico, ma ci sta.
Quindi nulla a che fare con la conventicola interna (formata da ex Forza Italia), a cui tu appartieni, che in questi anni si è distinta per la totale assenza sul piano politico locale, per la inconsistenza nel contrasto alla sinistra modenese e per il disprezzo, mancanza di considerazione e indifferenza verso iscritti, eletti e simpatizzanti, considerati tutti potenziali minacce allo sterile orticello del potere.
Penso di riconoscermi in quel blocco sociale moderato che crede negli ideali di libertà e di autentica solidarietà sociale non statalista, che non si è spostato a sinistra, ma è in attesa di vedere chi potrà rispondere meglio alle sue aspettative.
C’erano tantissimi motivi e argomenti per confrontarsi sul piano della politica, io ero pronto, ma fino ad ora “voi gestori del partito” (di cui tu fai parte) mai ci avete dato occasione, anzi ci avete ignorato e per chi fa politica è peggio che essere criticati (sostiene Andreotti).
Mai un confronto interno nei miei primi tre anni di vita politica.
Come potrei approvare una tale dannosa, irrispettosa, autolesionistica, per non dire suicida, gestione? Come può uno credere alla ritrovata buona fede di coloro che, solo oggi, in fin di vita si ricordano di democrazia e di etica? Puoi negare quanto ho affermato fino ad ora? Per demerito “vostro” chi sarà eletto a governare il PdL modenese avrà un compito arduo: far risorgere il partito dalle ceneri, renderlo affidabile, fargli riacquistare un rapporto diretto con il suo tradizionale elettorato, radicarlo sul territorio modenese, aprirlo a tutti coloro che hanno i suoi stessi ideali, ma soprattutto gestirlo democraticamente nel confronto costruttivo e rispettoso fra maggioranza e minoranze.
Ecco perché sostengo la lista Aimi, convinto che realizzerà tutto questo e riconquisterà il consenso perduto degli elettori e degli eletti del PdL, traditi i primi ed emarginati i secondi dagli attuali gestori.
Nessuna carta bianca, ma un consenso “informato”, che equivale al consenso del paziente al trattamento. Infine, sbagli caro Mazzi, quando affermi che mi spello le mani in Comune. Io non sono come te, non sposo mai una parte, ma osservo e decido sulla base di un innervato spirito critico che mi rende prudente e aperto alle considerazioni degli altri.
Sempre alta l’attenzione verso le anomalie, ma non sono convincenti i polveroni strumentali e sterili ad orologeria.
Non commento le “offese” personali che mi hai indirizzato, uso la sentenza del saggio tribunale dei proverbi: “raglio d’asino non sale in cielo”.
Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale del PdL
Allora si ricorre alle offese personali. Ma di questo strumento ho già parlato ieri, oggi, constato che lo usano anche i caporali.
Non nasco né da Forza Italia né da AN, quindi non faccio parte di gruppi uniti da legami deboli naturali, ideologici, o da legami forti innaturali, il potere personale.
Scusami il linguaggio da chimico, ma ci sta.
Quindi nulla a che fare con la conventicola interna (formata da ex Forza Italia), a cui tu appartieni, che in questi anni si è distinta per la totale assenza sul piano politico locale, per la inconsistenza nel contrasto alla sinistra modenese e per il disprezzo, mancanza di considerazione e indifferenza verso iscritti, eletti e simpatizzanti, considerati tutti potenziali minacce allo sterile orticello del potere.
Penso di riconoscermi in quel blocco sociale moderato che crede negli ideali di libertà e di autentica solidarietà sociale non statalista, che non si è spostato a sinistra, ma è in attesa di vedere chi potrà rispondere meglio alle sue aspettative.
C’erano tantissimi motivi e argomenti per confrontarsi sul piano della politica, io ero pronto, ma fino ad ora “voi gestori del partito” (di cui tu fai parte) mai ci avete dato occasione, anzi ci avete ignorato e per chi fa politica è peggio che essere criticati (sostiene Andreotti).
Mai un confronto interno nei miei primi tre anni di vita politica.
Come potrei approvare una tale dannosa, irrispettosa, autolesionistica, per non dire suicida, gestione? Come può uno credere alla ritrovata buona fede di coloro che, solo oggi, in fin di vita si ricordano di democrazia e di etica? Puoi negare quanto ho affermato fino ad ora? Per demerito “vostro” chi sarà eletto a governare il PdL modenese avrà un compito arduo: far risorgere il partito dalle ceneri, renderlo affidabile, fargli riacquistare un rapporto diretto con il suo tradizionale elettorato, radicarlo sul territorio modenese, aprirlo a tutti coloro che hanno i suoi stessi ideali, ma soprattutto gestirlo democraticamente nel confronto costruttivo e rispettoso fra maggioranza e minoranze.
Ecco perché sostengo la lista Aimi, convinto che realizzerà tutto questo e riconquisterà il consenso perduto degli elettori e degli eletti del PdL, traditi i primi ed emarginati i secondi dagli attuali gestori.
Nessuna carta bianca, ma un consenso “informato”, che equivale al consenso del paziente al trattamento. Infine, sbagli caro Mazzi, quando affermi che mi spello le mani in Comune. Io non sono come te, non sposo mai una parte, ma osservo e decido sulla base di un innervato spirito critico che mi rende prudente e aperto alle considerazioni degli altri.
Sempre alta l’attenzione verso le anomalie, ma non sono convincenti i polveroni strumentali e sterili ad orologeria.
Non commento le “offese” personali che mi hai indirizzato, uso la sentenza del saggio tribunale dei proverbi: “raglio d’asino non sale in cielo”.
Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale del PdL
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