07/03/12

Cari Maurizio Lupi, Renato Farina, Gabriele Toccafondi, Raffaello Vignali, penso che ...

Cari amici “romani”, c’è una cosa di cui vorrei vedervi interessati totalmente. E’ una osservazione, per carità. Però …  Intanto vi dico che non sono più soddisfatto, come tanti del resto, di questa politica. E nemmeno del PDL. Se io , e altri, qui nella zona di Modena abbiamo votato PDL nel 2008, è stato anche perché contavamo su quelli che sono i capisaldi di una certa idea di politica. Ora non mi dilungherò troppo su miei riferimenti personali o altro, abbiamo già avuto modo qualche volta di parlare. Fondamentalmente, in politica, son meno di niente. Se non uno che si diverte a “sparare” su questo blog. Ma essendo una delle tante persone che lavora, e facendo di mestiere il commerciale, quotidianamente ho a che fare con imprenditori. Finito questo post, ad esempio, mi metterò a fare delle offerte commerciali.
Arrivo al punto. Mi pare che in Italia, il problema di fondo, sia uno solo: Il lavoro e la produzione. Non serve a niente parlare di sussidiarietà nei servizi, se la gente non ha lavoro. Non serve a niente riformare gli ammortizzatori sociali, se poi essi debbano diventare l’unico modo di sopravvivenza. Non serve neppure risistemare la finanza, se essa non è finalizzata al lavoro. Neppure rendere le carceri più umane, se non ci sono soldi, o se chi è detenuto non può riscattarsi lavorando, anche in carcere. E non si può neppure pretendere di aumentare i diritti dei lavoratori, se essi sono d’impiccio agli imprenditori. Oggi, produrre in Italia non è conveniente. Assumere delle persone, risulta conveniente solo se strettamente necessario. Perché sono troppi i costi che gravitano attorno alle imprese. Non serve neppure la “caccia alle streghe” in merito agli evasori fiscali, fino a quando essa, l’evasione fiscale, rimarrà in fondo, conveniente. Non è un problema di morale. Ma di convenienza. Occorre defiscalizzare gli investimenti, i costi dei lavoratori, e lasciar fallire qualche banca, invece delle imprese. Le liberalizzazioni selvagge, invece, non fanno che rendere più forti le “trust company”. Solo tornando a rendere conveniente produrre nel nostro paese e esportando, si potrà riformare lo Stato. Invece ora, si sta facendo il percorso inverso. E si rischia di costruire la casa dal tetto, invece che dalle fondamenta. Credendo che una stato “ efficiente” sia la “salvezza”. Anche nell’ex-Unione Sovietica la pensavano così … E anche ai tempi dello zio Benito. O prendete sul serio in primis questa cosa, o vi perderete nei meandri della politica, come tutti. Mi scuso per l’ardire, ma mi son permesso, perché ‘sto Monti, non mi convince neppure un poco.
Davide Boldrin

1 commento:

  1. NORA MARCOmarzo 10, 2012

    Davide sono d'accordo su quasi tutto quello che hai scritto agli Onorevoli, si deve tornare a parlare di valori e di impresa, non di segratari provinciali, altrimenti cosa ci differisce dagli altri partiti ?

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