Cari amici “romani”, c’è una cosa di cui vorrei vedervi interessati totalmente. E’ una osservazione, per carità. Però … Intanto vi dico che non sono più soddisfatto, come tanti del resto, di questa politica. E nemmeno del PDL. Se io , e altri, qui nella zona di Modena abbiamo votato PDL nel 2008, è stato anche perché contavamo su quelli che sono i capisaldi di una certa idea di politica. Ora non mi dilungherò troppo su miei riferimenti personali o altro, abbiamo già avuto modo qualche volta di parlare. Fondamentalmente, in politica, son meno di niente. Se non uno che si diverte a “sparare” su questo blog. Ma essendo una delle tante persone che lavora, e facendo di mestiere il commerciale, quotidianamente ho a che fare con imprenditori. Finito questo post, ad esempio, mi metterò a fare delle offerte commerciali.
Arrivo al punto. Mi pare che in Italia, il problema di fondo, sia uno solo: Il lavoro e la produzione. Non serve a niente parlare di sussidiarietà nei servizi, se la gente non ha lavoro. Non serve a niente riformare gli ammortizzatori sociali, se poi essi debbano diventare l’unico modo di sopravvivenza. Non serve neppure risistemare la finanza, se essa non è finalizzata al lavoro. Neppure rendere le carceri più umane, se non ci sono soldi, o se chi è detenuto non può riscattarsi lavorando, anche in carcere. E non si può neppure pretendere di aumentare i diritti dei lavoratori, se essi sono d’impiccio agli imprenditori. Oggi, produrre in Italia non è conveniente. Assumere delle persone, risulta conveniente solo se strettamente necessario. Perché sono troppi i costi che gravitano attorno alle imprese. Non serve neppure la “caccia alle streghe” in merito agli evasori fiscali, fino a quando essa, l’evasione fiscale, rimarrà in fondo, conveniente. Non è un problema di morale. Ma di convenienza. Occorre defiscalizzare gli investimenti, i costi dei lavoratori, e lasciar fallire qualche banca, invece delle imprese. Le liberalizzazioni selvagge, invece, non fanno che rendere più forti le “trust company”. Solo tornando a rendere conveniente produrre nel nostro paese e esportando, si potrà riformare lo Stato. Invece ora, si sta facendo il percorso inverso. E si rischia di costruire la casa dal tetto, invece che dalle fondamenta. Credendo che una stato “ efficiente” sia la “salvezza”. Anche nell’ex-Unione Sovietica la pensavano così … E anche ai tempi dello zio Benito. O prendete sul serio in primis questa cosa, o vi perderete nei meandri della politica, come tutti. Mi scuso per l’ardire, ma mi son permesso, perché ‘sto Monti, non mi convince neppure un poco.
Davide Boldrin
Davide sono d'accordo su quasi tutto quello che hai scritto agli Onorevoli, si deve tornare a parlare di valori e di impresa, non di segratari provinciali, altrimenti cosa ci differisce dagli altri partiti ?
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