Ci sono giorni in cui uno si domanda
dove andremo a finire. Come sarà il futuro. Se si pensa che il
settore dove lavoro io ( carrelli elevatori ) ha complessivamente
perso il 57% di produzione, in confronto al 2007 per quanto riguarda
il mercato italiano, beh, il dato fa capire tante cose: eccesso di
produzione negli anni passati, di tutto ( perchè le merci si
movimentano ), e “tiro al risparmio” negli investimenti. Il mondo
sta cambiando, e bisogna navigare a vista. E in qualche modo,
adattarvisi. Cosa c'entrerà questa osservazione con il terremoto ?
Il terremoto è una di quelle cose impreviste che cambia tutta la
quotidianità. Improvvisamente, ma con una metamorfosi lentissima e
implacabile. A chi di più e a chi meno, ma a tutti coloro che ne
sono toccati. La realtà è più testarda di noi, ma poi, noi, di
testardaggine, ne abbiamo una buona “dose”. Sarà l'istinto di
soppravvivenza, la naturale paura dei cambiamenti, e altri fattori,
ma nonostante la realtà sia in continua evoluzione, spesso, si tende
ad usare gli stessi metodi di affronto. Qui un post della giornalista
Silvia Saracino :
http://blog.quotidiano.net/saracino/2013/09/20/tutti-per-uno-uno-per-tutti/
: Mi
dice il sindaco di Novi Luisa Turci: <stiamo facendo un percorso
partecipato per la ricostruzione del nostro comune, abbiamo un
tecnico facilitatore che ha già parlato con 400 cittadini, una cosa
fantastica>. Questa considerazione, pubblicata oggi su nostro
giornale nell'articolo che spiega lo slittamento a giugno 2014 del
piano della ricostruzione, mi fa riflettere su alcune questioni. La
prima è che il comune di Novi ha undici mila residenti, se anche il
'facilitatore' va come un fulmine ci metterà un po' a parlare con
tutti. E finchè non sarà finito questo confronto a undicimila non
verrà adottato il piano della ricostruzione (che poi deve andare in
Regione e tornare in comune, una trafila che non finisce più).
La seconda considerazione è più generale: è davvero utile sentire il parere di tutti i cittadini per ricostruire un paese? Capisco il principio che sta a monte: i piccoli comuni della Bassa sono comunità unite, forti di una diffusa socialità e solidarietà. Mi metto nei panni di un sindaco che ha la grande responsabilità di ricostruire il suo comune e capisco perché non se la sente di fare tutto da solo (con i tecnici, ovviamente): sbagli progetto, idea e i cittadini saranno insoddisfatti a vita. Ma in questo contesto, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è ancora fuori casa e di questi molti aspettano il piano della ricostruzione per iniziare i lavori, non è meglio accelerare prendendo anche decisioni senza dover per forza sentire cosa ne pensa il pensionato o la maestra? In questo contesto, è utile ragionare 'tutti per uno e uno per tutti?
La seconda considerazione è più generale: è davvero utile sentire il parere di tutti i cittadini per ricostruire un paese? Capisco il principio che sta a monte: i piccoli comuni della Bassa sono comunità unite, forti di una diffusa socialità e solidarietà. Mi metto nei panni di un sindaco che ha la grande responsabilità di ricostruire il suo comune e capisco perché non se la sente di fare tutto da solo (con i tecnici, ovviamente): sbagli progetto, idea e i cittadini saranno insoddisfatti a vita. Ma in questo contesto, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è ancora fuori casa e di questi molti aspettano il piano della ricostruzione per iniziare i lavori, non è meglio accelerare prendendo anche decisioni senza dover per forza sentire cosa ne pensa il pensionato o la maestra? In questo contesto, è utile ragionare 'tutti per uno e uno per tutti?
Il percorso partecipativo è spiegato
qui: http://www.comune.novi.mo.it/index.php/fatti-il-centro-tuo
Ovviamente la nota in cui Silvia
Saracino ...“ ci metterà un po' a parlare con tutti “ va presa
con le pinze” ( non tutti gi 11.000 ). Una cosa è certa: i 400 che
hanno interagito, sono sempre quelli che si interessano. O i
bragheri... Ad esempio al percorso partecipativo sono sempre stati
presenti gli amministratori locali, mentre a mio avviso, questo non
andava fatto ( io, una sola volta, giusto per insistenza ). Come con
le consulte tematiche. Il laboratorio urbano altro non è che una
“consulta tematica su larga scala”. Ma anche qui, la modalità è
stata la stessa di sempre.
IL PUNTO SINTETICO E' COMUNQUE QUESTO:
Purtroppo come sempre, anche il
laboratorio urbano, è una di quelle cose che viene sovrastimata
dagli amministratori, e viceversa,
sottostimata dai cittadini.
La modalità è sempre quella, a grandi
linee ( pubblico e privato ):
- Popolo: Ci deve pensare l'ente !
- Ente: Noi al popolo diamo la possibilità, ma il popolo...
- Popolo “ ferito”: ma chè c'è frega del municipio o della scuola di musica o altro ? VOGLIAMO LA NOSTRA CASA.
- Ente: Bisogna rispettare le regole. Anzi, mettiamole un po' stringenti così ci pariamo il sedere bene a modo....
Dal canto mio, ho pensato bene di stare
un po' tranquillo ( sul piano politico, salvo alcune cose...) come
consigliere, almeno fino a Febbraio 2014. Svolgendo il ruolo
istituzionale in forma attenta e polemicamente riservata. Ma se non
vedrò cantieri partire, allora in Comune a Novi, cominceranno a
vedere il consigliere Boldrin un po' più spesso. Magari anche in
Regione E.R., con un po' di gente agitata... Ve lo garantisco ( e se
non scrivo certe cose che tanti sanno, beh... PER ORA ).
Davide Boldrin
...ma dove andremo a finire, avanti così ?
PRECISAZIONE: Mi si segnala di evidenziare che gli amministratori erano presenti solo come uditori. E che i cittadini coinvolti, ad esempio le scuole, non sono " i soliti bragheri "....
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