Tramonto dei sindaci. Il mestiere che nessuno vuole più fare
MATTIA
FELTRI
ROMA
L’ultimo
brivido del sindaco: adeguare l’addizionale Irpef. Naturalmente
nel tempo libero, per il resto occupato da doveri di
rendicontazione, cioè nevrotico
collezionismo di scontrini, e poi esibizione di frugalità, respiro
umanitario con lo srotolamento del poster di un ostaggio o
l’illuminazione ottimisitico-luttuosa di un monumento, trattativa
sindacale con le più piccole e agguerrite caste, esigenze
ininterrotte di consolidamento del consenso. Alla fine, se va bene,
si lascia con la patente d’incapaci e qualche avviso di garanzia
per abuso d’ufficio, mancando la firma sulla modulistica o qualcosa
del genere. Era un ruolo ambito, quello di sindaco, e non lo
è più. A Milano, Giuliano Pisapia non vuole saperne della
ricandidatura. A Torino, Piero Fassino finirà con l’accettarla ma
senza lancio di fuochi d’artificio. A Roma si procede in una
discussione infinita su nomi di seconda fila, a destra e a sinistra,
luoghi politici.....SEGUE:
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