Fate conto, che E' ( non " sia "..) il mio pensiero al 100%.
Buona Pasqua
( Festa del re dell’Universo…)
Davide Boldrin.
Link " Padre " : http://www.liberailfuturo.it/be/main.php?page=fe_std&id_page=detart&id=1291
LA DITTATURA DELL'OVVIO: LETTERA AGLI AMICI
(23/04/2011) - Contro l'ovvio dei popoli. Lettera agli amici.
Non c'è discussione politica oggi che non parta dal problema “morale”. Chi è anche solo vagamente orientato a destra, viene incalzato – l'interlocutore è ovviamente inorridito - “ma come fai con Silvio...?” ecc. ecc. Variante neutra, né destra né sinistra: che schifo tutto, come si fa a scegliere, ecc. ecc. Sono tutte banalità, ovvietà. A Bologna l'imbarazzo “morale” è ovviamente anche a sinistra, visto tutto quel che è successo e i pacchi di veleni che girano. Non che non si debba discuterne. Non che non ci siano risposte e giudizi. Non che non ci sia anche un problema morale. Tuttavia l'approccio è sostanzialmente “alienante”, parte da una sudditanza “all'ovvio”, a quello che la ridondanza dei media o di qualche megafono di potere ha deciso sia il tema su cui farsi giudicare o da cui non farsi neanche sfiorare per non finire negli immorali. Tra l'altro la morale varia a seconda del momento. Per i cattolici l'aborto era un serio problema anni fa, ora sono quasi totalmente assuefatti. E chi è oggi credibilmente morale? Infatti, pur in democrazia, crescono gli apparati repressivi, per “produrre” dei bravi cittadini. Bisognerebbe rileggere Marx, sì, proprio lui, nella sua feroce critica alla legalità borghese. Nel dibattito moral-ovvio del momento, la persona può fingersi giudice ma è in partenza non veramente implicata, non deve dichiarare in cosa lei è impegnata con la vita, qual è la sua bussola. Tale “metodo” è una ovvietà perché la politica ha sempre fatto così. Essendo guerra, la politica, sempre cerca argomenti con cui ricattare, demotivare, incrinare l'avversario o farlo “suddito”. Se anche non ci fossero argomenti, li inventa. La Dc era, “ovviamente”, “mafiosa”. Chi votava Dc come minimo era un colluso. Era una accusa pressante e ben più seria del “puttanismo” del premier. Non si trovava un democristiano in giro. I cattolici, se interpellati, erano imbarazzati. Pure la Dc era il partito di maggioranza. Una maggioranza nel tempo fondata solo su ipocrisia e viltà (ed infatti, oramai priva di ragioni, è crollata al primo soffiare del vento). Il punto è che dobbiamo vincere la sudditanza dell'ovvio. Non per difendere o giustificare una collocazione politica, che è precaria come insegna la storia italiana da vent'anni, ma perché noi personalmente vogliamo esserci, non essere spettatori, ancorché “schifati”, vogliamo dire o cercare la nostra personale bussola con la quale “agganciamo” la vita, la realtà. Con cui facciamo famiglia, tiriam su figli. Siamo noi a porre il tema, non il contesto, falso e ipocrita, a imporlo a noi. Con questa bussola ci confrontiamo con tutti (e ci battiamo per questo, anziché restarcene seduti). Ci interessa infatti non con quale partito stiano, colleghi, amici, vicini, ma quale sia la loro posizione umana nella vita, dentro la vita. Silvio? Bersani? Nicky? No, prima dimmi che uomo c'è in te, per cosa vivi affetti, famiglia, figli. C'interessa realmente la persona, anche se fosse lontana, diversa. Da questo confronto, dall'avere una bussola che abbracci la vita, sulla quale ci si mette una propria responsabilità – non scaricandola quindi sul sistema, o chiamandoci fuori per la immoralità del contesto – si arrivano poi a fare scelte anche sul dettaglio elettorale. Per approssimazione, senza evadere. Per inciso credo che sia da una posizione umana come quella che accenno che nasce la sussidiarietà, quella vera. Se non c'è una ragione vitale, implicante sulla vita, anche aver le idee “chiare” su chi si vota, può essere parimenti alienante. Qualcuno ha garanzie assolute sull'uomo politico che voterà? Se il baricentro è fuori, su un qualche leader o partito, è su qualcosa comunque di molto precario e fallace. Non si è in politica per la politica, ma per qualcosa di più grande. Che poi arriva anche alla politica, per approssimazione, per male minore se non vuole idolatrare un'ideologia o un leader. La tragedia è che la maggior parte, anche degli “indignati” di moda, la bussola personale non ce l'ha (anche per sottrarsi ad un giudizio su se stessi). La maggior parte non crede a nulla. L'ovvio è così ovvio che anche chi lo contesta lo avvalla. Esempio. Tutti a dire Berlusconi blocca il parlamento, il Paese, per le sue beghe personali. Ma cosa impedisce a Bersani, ad es., di parlare d'altro e di provare a convincere su altro? Ha microfoni dalla sua ogni giorno. Contesta il Silvio-centrismo e però lo conferma, lo rafforza ogni giorno. Non parla d'altro che di Silvio. Gli antiberlusconiani alimentano il berlusconismo, anche perché incapaci di convincere e perché non parlano d'altro. Han teorizzato per decenni libertà totale, sesso libero a go-go, assistenza gratis a tutti, e oggi sono scadalizzati dalla conseguenza delle loro "teorie". Io non sono più disposto a tollerare la dittatura dell'ovvio. Perché rende sudditi e tristi. E solo fintamente in pace con la propria coscienza. Perché ovvio equivale a nulla, l'ovvio è nichilista. L'ovvio sembra intelligente ed è invece di un'assoluta banalità. Ciò non porta a giustificare niente, ma a vedere le ipocrisie di tanti sì. A cominciare dalla proprie, esercizio che oggi né giornalisti, né politici, né magistrati fanno.
Gianni Varani

Caro Boldrin, tu che sei più afferrato in politica di me, mi vuoi spiegare come mai nonostante che: Nel Tibet la Cina comunista sequestra 2000 monaci pacifisti, con accuse inesistenti; In Siria c'è una rivolta popolare che veine soffocata nel sangue, con centinaia di morti e feriti. In Mexico ci sono fosse comuni, decapitazioni, pulizia etnica, è peggio che l'Afghanistan! Ma quei pseudo pacifisti nostrani che sono sempre pronti a scendere in piazza con le bandiere arcobaleno dove sono? Secondo te, Sono già in vacanza?
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