Davide Boldrin
Fonte: http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=16361
Tanto tuonò che piovve. Per celebrare il congresso provinciale del Pdl di Modena, in calendario il 25 febbraio, si dovranno attendere le decisioni del commissario già all’opera da questa settimana. All’origine di questo provvedimento la denuncia di un tesseramento anomalo, come del resto è stato segnalato anche in altre province. Nella prima repubblica almeno i congressi sapevamo condurli a dovere, fino ad assurgere a riti incomprensibili, ma nonostante questo erano pur sempre una palestra di democrazia partecipativa. Tra i tanti mali che attanagliano i partiti, senza scadere nel disfattismo tanto in voga di questi tempi, va rilevato, nel Pdl, un deficit di cultura politica e di democrazia interna, risultato di troppi anni da partito-azienda, mentre nel Pd si assiste ad una crisi di rappresentanza degli apparati rispetto al proprio elettorato. Emblematico a questo proposito il caso delle primarie del Partito Democratico che, dopo Milano, anche a Genova hanno visto prevalere il candidato della sinistra più estrema. Sono i segnali, preoccupanti, di un bipolarismo ormai in fase di disfacimento, di cui bisognerebbe prendere atto con maggiore lucidità. Non si intravedono però all’orizzonte soggetti politici alternativi in grado di restituire piena autorevolezza alla rappresentanza politica.
La scelta di sostenere il Governo Monti con una larga maggioranza, oltre a porre rimedio ad una catastrofica situazione finanziaria, dovrebbe avere come obiettivo un consolidamento del quadro politico attraverso il rinnovamento dei partiti e le riforme concordate, prima fra tutte, la più urgente, una nuova legge elettorale. Ma su questo fronte si procede a molto a rilento. Per i cattolici presenti nei due schieramenti maggioritari è tempo di una sincera verifica delle loro effettive possibilità di incidere e a quali condizioni. C’è la sensazione di un crescente disagio che prima o poi deve trovare lo sbocco in una soluzione alternativa. Ne ha bisogno la politica, per riacquistare credibilità, ne gioverà il Paese che ha necessità di stabilità e lo chiede la gente che ha diritto di scegliere da chi farsi rappresentare. In questo clima di “politica sospesa” per lasciare spazio ai tecnici, situazione che pare avere anche il consenso della Chiesa alla luce delle ottime relazioni emerse nel corso delle celebrazioni per l’anniversario del Concordato, il laicato cattolico che prospettive può avere? Secondo il cardinale Bagnasco, “vuole esserci, consapevole di essere portatore di un pensiero forte e originale, cioè non conformista. Consapevole di un dovere preciso che scaturisce anche dalla propria fede e da una storia lunga e feconda nota a tutti”. Sempre secondo il presidente della Cei già ora esso è presente nella società italiana come “soggetto unitario diffuso” che “da una parte si offre come palestra formativa, e dall’altra come laboratorio stimolante per la riconsiderazione dell’alfabeto della società e della politica”. Anche se “unitario e diffuso” per ora resta sempre “in panchina”, a quando la discesa in campo?
La scelta di sostenere il Governo Monti con una larga maggioranza, oltre a porre rimedio ad una catastrofica situazione finanziaria, dovrebbe avere come obiettivo un consolidamento del quadro politico attraverso il rinnovamento dei partiti e le riforme concordate, prima fra tutte, la più urgente, una nuova legge elettorale. Ma su questo fronte si procede a molto a rilento. Per i cattolici presenti nei due schieramenti maggioritari è tempo di una sincera verifica delle loro effettive possibilità di incidere e a quali condizioni. C’è la sensazione di un crescente disagio che prima o poi deve trovare lo sbocco in una soluzione alternativa. Ne ha bisogno la politica, per riacquistare credibilità, ne gioverà il Paese che ha necessità di stabilità e lo chiede la gente che ha diritto di scegliere da chi farsi rappresentare. In questo clima di “politica sospesa” per lasciare spazio ai tecnici, situazione che pare avere anche il consenso della Chiesa alla luce delle ottime relazioni emerse nel corso delle celebrazioni per l’anniversario del Concordato, il laicato cattolico che prospettive può avere? Secondo il cardinale Bagnasco, “vuole esserci, consapevole di essere portatore di un pensiero forte e originale, cioè non conformista. Consapevole di un dovere preciso che scaturisce anche dalla propria fede e da una storia lunga e feconda nota a tutti”. Sempre secondo il presidente della Cei già ora esso è presente nella società italiana come “soggetto unitario diffuso” che “da una parte si offre come palestra formativa, e dall’altra come laboratorio stimolante per la riconsiderazione dell’alfabeto della società e della politica”. Anche se “unitario e diffuso” per ora resta sempre “in panchina”, a quando la discesa in campo?
Luigi Lamma
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