Questo è uno di quei post che uno non vorrebbe mai scrivere. Ma la tensione qui a Rovereto sulla Secchia, la sorpresa, lo spavento da metabolizzare, c’è tutto. Quindi uno scrive un po’, dal suo giardino trasformato in campeggio.
Caro Don Ivan, ora ho la certezza che stai leggendo ( soprattutto i cuori …) . Mai avrei pensato, fino a ieri, di piangere per te. Tutti qui ci siamo commossi e rattristati. Dirlo alla La Franci e alla Chiaruccia, con le lacrime agli occhi, oserei dire che è stato persino bello, vedendo come si sono commosse. E’ stata la prima volta che hanno affrontato l’impatto con la morte di qualcuno che sembrava impossibile. Vedi, io personalmente non avrei mai pensato che mi saresti mancato così. Per niente. Invece …
Mi sono immaginato come può essere stato il tuo stato d’animo in quel momento. Conoscendoti, ti immagino mentre guardi la Madonna ( la roccia, come la tua ultima omelia di Domenica scorsa ), come un bambino con la mamma. E lei alla fine ti ha preso con sé. Ora però da lassù, non ti puoi esentare da rompere i maroni al capo. No. Ti preghiamo di intercedere per noi. Poi se fossi qua tra noi, lo so cosa diresti:
IL LAMENTO, ( non la tristezza, la paura, e l'incertezza del momento, ma il lamento e le recriminazioni...) VIEN DA SATANA! Di questo, ora proprio, non ce n’è bisogno. Ciao Don. Ci mancherai.
Porca vacca, non pensavo così tanto.
Davide Boldrin.
Qui LUIGI LAMMA ( Direttore del settimanale diocesano NOTIZIE ) :
Un prete schietto e diretto: il ricordo di don Ivan
L’ultimo contatto con don Ivan risale a ieri sera, una mail in redazione al settimanale diocesano, con alcune immagini e un breve commento, come sollecita risposta a una richiesta di aggiornamento sulla situazione che pensavamo ormai di post terremoto. Un prete schietto e diretto, con una predilezione per i poveri, gli emarginati, i sofferenti: parroco, cappellano dell’ospedale e del carcere di Modena. Questo basta per dire di quale carità era capace questo sacerdote. Mi diceva un suo parrocchiano dopo la messa di domenica sotto un tendone: «Sono rimasto colpito dalla paternità che ha saputo trasmettere a tutti noi in questo momento di smarrimento».
E chi lo ha accompagnato nel recente viaggio in Africa, in Malawi, riferisce della sua smisurata generosità e capacità di stare accanto agli ultimi. Ora don Ivan non c’è più e in tanti sono rimasti orfani di un padre così.
Ecco quanto scriveva ieri sera che, letto oggi, appare una consegna che raccogliamo con immensa nostalgia, confidando nel Signore.
Ecco le foto promesse. Se è possibile stampa tutte due quelle della Cappellina del Santissimo. La Madonnina è la statua che io uso per la tradizionale Processione della Madonna del Voto, alla Domenica in Albis, che si svolge come ringraziamento per fine peste del 1500 e il quadro, commissionato dai roveretani di allora per l'occasione, verrà presto portato fuori dalla chiesa, come da telefonata ricevuta, con altre opere d'arte, dai vigili del fuoco. Come spiegherò alla gente vedo una certa analogia tra la motivazione della processione del Voto e quella che faremo a fine di questo maggio funestato dal terremoto che, in Rovereto, non ha fatto vittime. E' una processione di ringraziamento e di invocazione ad essere forti nella fede nelle prove.
Sì don Ivan, saremo forti nella fede nelle prove di questa tragedia.
E chi lo ha accompagnato nel recente viaggio in Africa, in Malawi, riferisce della sua smisurata generosità e capacità di stare accanto agli ultimi. Ora don Ivan non c’è più e in tanti sono rimasti orfani di un padre così.
Ecco quanto scriveva ieri sera che, letto oggi, appare una consegna che raccogliamo con immensa nostalgia, confidando nel Signore.
Ecco le foto promesse. Se è possibile stampa tutte due quelle della Cappellina del Santissimo. La Madonnina è la statua che io uso per la tradizionale Processione della Madonna del Voto, alla Domenica in Albis, che si svolge come ringraziamento per fine peste del 1500 e il quadro, commissionato dai roveretani di allora per l'occasione, verrà presto portato fuori dalla chiesa, come da telefonata ricevuta, con altre opere d'arte, dai vigili del fuoco. Come spiegherò alla gente vedo una certa analogia tra la motivazione della processione del Voto e quella che faremo a fine di questo maggio funestato dal terremoto che, in Rovereto, non ha fatto vittime. E' una processione di ringraziamento e di invocazione ad essere forti nella fede nelle prove.
Sì don Ivan, saremo forti nella fede nelle prove di questa tragedia.
Luigi Lamma
Un poco di rassegna stampa:

ciao Davide
RispondiEliminami unisco a questo dolore
che sorprende perchè non pesca nella frequentazione giornaliera
quanto nella condivisione della passione per Cristo, morto e risorto.
Il suo essere uomo-sacerdote colpiva nell'esuberanza di un temperamento che voleva servire Cristo e la sua Chiesa
ora è più vicino nella comunione dei santi
grazie per il tuo post
nadia