21/05/12

TERREMOTO/ Quel viaggio tra San Felice e Finale Emilia dove si vuole già ricostruire. Di Maria Elena Mele

Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/5/21/TERREMOTO-Quel-viaggio-tra-San-Felice-e-Finale-Emilia-dove-si-vuole-gia-ricostruire/281701/

lunedì 21 maggio 2012
TERREMOTO/ Quel viaggio tra San Felice e Finale Emilia dove si vuole già ricostruire

Una leggera nebbia accompagna il viaggio da Modena a San Felice e Finale Emilia, i due comuni della bassa colpiti dal terremoto. Già a Bomporto, paese della provincia emiliana, si intravedono i primi segni della scossa che ha "vibrato" nel cuore della notte: famiglie intere radunate ai margini della strada o in macchina. La notte l'hanno trascorsa fuori dalle mura di casa che in più di una occasione hanno oscillato. Le parole sono le stesse per tutti: abbiamo avuto paura, ma siamo qui. Vivi. Man mano che la distanza dall'epicentro del terremoto si riduce aumenta il numero delle abitazioni che raccontano i segni della violenta scossa. Tetti distrutti, pezzi di cornicioni che invadono le vie delle frazioni. L'arrivo a San Felice Sul Panaro... Nell'aria anche un po' di odore di gas. I residenti per strada a piedi con in mano una coperta e una bottiglia d'acqua in cerca dell'amico o in bicicletta con il cellulare in mano per immortalare una delle tante Chiese in parte o totalmente demolite dal terremoto. La macchina dei soccorsi è già all'opera. Il centro del paese è off limits a tutti. La Rocca, le chiese e altri edifici potrebbero perdere altri pezzi. Nel frattempo gli anziani che erano ospiti delle strutture sono stati evacuati e sistemati temporaneamente in edifici più sicuri. L'auto della polizia municipale fa il giro delle strade cittadine, all'interno dell'abitacolo dell'auto il vigile con il megafono invita i cittadini a prendere solo il necessario dall'interno della propria casa e poi abbandonarla. Tutto deve essere fatto molto in fretta, in tarda mattinata è attesa un'altra scossa. L'operazione dei residenti  è fonte di agitazione. Ancora nessuno vi aveva messo piede dalle 4.05, l'ora della fuga, scalzi o in ciabatte... di sicuro in pigiama. Il rientro è scioccante: vetri di bicchieri rotti sparsi ovunque, televisori a terra, librerie appoggiate sopra il divano, frutta e verdura sparsa per la cucina. Gli arredi del bagno e della sala invado le stanze. Prima di sistemare però è necessario il via libera della protezione civile e dei vigili del fuoco.
A Finale Emilia le scene non sono diverse. La gente che guarda attonita la Torre dell'Orologio spezzata in due, a metà. E il Castello, simbolo del paese e amato da tutti. Anche qui i volontari allestiscono un campo medico e poi una cucina. E' necessario distribuire i pasti: 60 in un'ora dicono. 



2 commenti:

  1. A Novi il nostro Sindaco, Luisa Turci ieri in serata ha tirato le prime somme:

    LUISA TURCI:

    Non ci sono danni alle persone e di questo siamo tutti molto felici ma danni agli immobili si. Municipio inagibile, chiusi i cimiteri fino a ultimazione delle verifiche, danni alle chiese di Novi e di Rovereto e chiuse fino a ultimazione delle verifiche, scuola media di Rovereto danneggiata, vecchia palestra inagibile per crolli, palestra delle scuole elementari Novi inagibile. Domattina nuova verifica su tutti gli edifici scolastici con vigili del fuoco e tecnici strutturisti. Abbiamo raccolto circa 250 segnalazioni dei cittadini che abbiamo inoltrato ai VVFF per i sopralluoghi. Occorreranno diversi giorni per effettuarle tutte, ma gia' oggi pomeriggio hanno controllato le situazioni più' pericolose e abbiamo evacuato le persone che hanno le abitazioni valutate non agibili dai VVFF. Le persone evacuate sono state alloggiate in parte a S Croce di Carpi dove e' stata allestita la palestra per alloggiarli e una parte in una delle quattro tendopoli di S. Felice s/P.

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  2. I nostri Amministratori (a trutti i livelli) si preoccupano sempre dopo... a danno subito ad intervenire!!
    Ci sono leggi che prevedono la conservazione dei monumenti, dei palazzi storici, ecc, ma non si va mai nulla o quasi nulla. Poi...quando arriva il disastro ecco tutti a piangere e a preoccuparsi di ri-co-stru-ire!
    Sarebbe meglio prevenire piuttosto che curaRE LE FERITE POI!

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