http://www.paolocevoli.com/
C'eravamo anche io,
famiglia, e un po' di amici Sabato 15 Febbraio, al circolo Guerzoni
di Carpi. E avrei voluto fare un post qui, in merito. Appunto su come
Cevoli, facendo sbellicare tutti per due ore ( ...volate !..), e
addirittura dicendo un po' di “ porcate” , sia riuscito a parlare
di Gesù in modo cosi incisivo. Poi la sorpresa dell'articolo su VOCE
( www.voce.it ). Che riportiamo
qui, per gentile concessione della direzione di VOCE, appunto. E
qualche “plus” finale.
Davide Boldrin.
Carpi
– E bravo Cevoli... Così, questo dottore travestito (?) da
imprenditore post-marittimo romagnolo, si è presentato sulle assi
sceniche del circolo “Guerzoni”, proponendoci "La penultima
cena”, una perfomance in solitaria della durata di quasi due ore.
Classica l'esposizione nello spirito del monologo cabarettistico,
ineccepibile la
preparazione documentaria per il plot dello spettacolo (l'incontro
con Gesù Cristo), ma decisamente innovativo il carattere
dell'argomento. Se qualcuno si aspettava un remake zelighiano
dell'assessore Palmiro Cangini o dell'imprenditore di salumi
romagnolo, ha dovuto non ricredersi ma, veramente, riassettarsi
mentalmente: Cevoli non ha assolutamente tradito il suo io di comico
espositivo, con il sicuro apporto del proprio vernacolo (comunque
sapientemente comprensibile a tutti), non è entrato in conflitti
pseudo-teologici e non ha impiegato altri che se stesso, in senso
assoluto. Questo gli ha permesso di vestire idealmente i panni di
Paulus Simplicius Maronis (le interpretazioni letterali o allegoriche
le lascio al pubblico) coetaneo di Cristo che assiste
“da dentro” alla vita e alle azioni del Redentore, restandone
costantemente stupito e, a volte, francamente indignato per le
conseguenze economiche negative dovute ai suoi miracoli: “chi
pagherà i danni per i tremila maiali affogati perché posseduti
dalla legione di diavoli usciti dall'indemoniato? E i genitori del
cieco nato, guarito e, di conseguenza, privati della pensione di
invalidità?”... e così via, tra un pubblico che si sbellicava
dalle risate. Ciononostante, Cevoli, nella sua base documentaria è
rigorosissimo e, se dobbiamo essere sinceri, anche l'ortodossia
cristiana resta intatta. Ironia e sarcasmo sì, ma la chiusa –
splendida – è il toccante “Ma Lui, fissandomi con quei suoi due
occhi nell'anima m'ha detto: te ti se un bon ragazz” e, al momento
del martirio di Simplicius, dopo l'unico atto veramente buono della
sua vita, il ricorso al salvifico “Quale amore più grande di chi
dà la vita per i suoi amici?”. Sipario (che non c'era) e diluvio
d'applausi (ci sono sempre stati).
MARIO BIZZOCCOLI
La conclusione, in verità, è stata così:
Non entrerò nel merito, perché dovrei chiedere prima al mio assessore, dato che è una cosa "privata". Ma questo, gli farà piacere.
In fin dei conti, è il mio assessore di minoranza...:
Davide Boldrin




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