23/02/14

Paolo Simplicius Marone. La fede di Paolo Cevoli ( promotore della AVMG – Associazione Vittime Miracoli di Gesù ).





C'eravamo anche io, famiglia, e un po' di amici Sabato 15 Febbraio, al circolo Guerzoni di Carpi. E avrei voluto fare un post qui, in merito. Appunto su come Cevoli, facendo sbellicare tutti per due ore ( ...volate !..), e addirittura dicendo un po' di “ porcate” , sia riuscito a parlare di Gesù in modo cosi incisivo. Poi la sorpresa dell'articolo su VOCE ( www.voce.it ). Che riportiamo qui, per gentile concessione della direzione di VOCE, appunto. E qualche “plus” finale.

Davide Boldrin.

Carpi – E bravo Cevoli... Così, questo dottore travestito (?) da imprenditore post-marittimo romagnolo, si è presentato sulle assi sceniche del circolo “Guerzoni”, proponendoci "La penultima cena”, una perfomance in solitaria della durata di quasi due ore. Classica l'esposizione nello spirito del monologo cabarettistico, ineccepibile la preparazione documentaria per il plot dello spettacolo (l'incontro con Gesù Cristo), ma decisamente innovativo il carattere dell'argomento. Se qualcuno si aspettava un remake zelighiano dell'assessore Palmiro Cangini o dell'imprenditore di salumi romagnolo, ha dovuto non ricredersi ma, veramente, riassettarsi mentalmente: Cevoli non ha assolutamente tradito il suo io di comico espositivo, con il sicuro apporto del proprio vernacolo (comunque sapientemente comprensibile a tutti), non è entrato in conflitti pseudo-teologici e non ha impiegato altri che se stesso, in senso assoluto. Questo gli ha permesso di vestire idealmente i panni di Paulus Simplicius Maronis (le interpretazioni letterali o allegoriche le lascio al pubblico) coetaneo di Cristo che assiste “da dentro” alla vita e alle azioni del Redentore, restandone costantemente stupito e, a volte, francamente indignato per le conseguenze economiche negative dovute ai suoi miracoli: “chi pagherà i danni per i tremila maiali affogati perché posseduti dalla legione di diavoli usciti dall'indemoniato? E i genitori del cieco nato, guarito e, di conseguenza, privati della pensione di invalidità?”... e così via, tra un pubblico che si sbellicava dalle risate. Ciononostante, Cevoli, nella sua base documentaria è rigorosissimo e, se dobbiamo essere sinceri, anche l'ortodossia cristiana resta intatta. Ironia e sarcasmo sì, ma la chiusa – splendida – è il toccante “Ma Lui, fissandomi con quei suoi due occhi nell'anima m'ha detto: te ti se un bon ragazz” e, al momento del martirio di Simplicius, dopo l'unico atto veramente buono della sua vita, il ricorso al salvifico “Quale amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici?”. Sipario (che non c'era) e diluvio d'applausi (ci sono sempre stati).

MARIO BIZZOCCOLI



La conclusione, in verità, è stata così: 

                                                                



Non entrerò nel merito, perché dovrei chiedere prima al mio assessore, dato che è una cosa "privata". Ma questo, gli farà piacere. 

In fin dei conti, è il mio assessore di minoranza...:


Davide Boldrin

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