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06/01/14

La “ Befana “ di Don Andrea Zuarri ( parroco di Rovereto sulla Secchia ).

Trattasi de “ LA TENDA DI ASLAN “. Ovvero l'oratorio, con anche il doposcuola, che aprirà il 7 gennaio 2013. Orario dalle 14.30 alle 19.00.

Perchè “ TENDA DI ASLAN” ? Av guardè po' al film.


Davide Boldrin



01/01/14

3- Buon 2014 … “ Alla Boldrin “. Ma quelle 4 li sono le “ Novi's Angels” o le “ Novi's Demons “ ?... Lo scopriremo solo vivendo.

Novi di Modena, è il comune femminista. Anc trop, par i mè gust. Come mai ?
Ma lo sapete chi sono i protagonisti locali ( ricordo che le ordinanze le fa le Regione E.R. ... )sulla ricostruzione ? SONO 4 DONNE. E un consiglio : prima di tirare conclusioni, aspettiamo la fine del 2014.

Davide Boldrin

Eccole:


Luisa Turci  ( Sindaco di Novi di Modena )





Arch. Mara Pivetti ( Ufficio tecnico Novi di Modena )



Arch. Carla Ferrari ( Responsabile del piano della ricostruzione )



Arch. Monia Guarino ( Responsabile del laboratorio urbano ) 




A fine 2014, tireremo le somme. Credo non saranno male. Invece in corso d'anno sarà necessaria una intensa battaglia politica per ripristinare le quote azzurre... 

Buon 2014.

Davide Boldrin







15/12/13

L'INCHIESTA: Mirandola e Novi di Modena la trasparenza c'e l'hanno. E gli altri comuni ? Umh ...

La ricostruzione è lenta. 

In linea di principio la modalità del " dov'era e com'era ", a tratti pare assurda.

l'utilizzo del MUDE è opprimente. Ma chiediamoci, davvero non fanno proprio un piffero negli uffici tecnici ? 

Magari occorre un anche il metodo di " cossighiana " memoria, nell'analizzare i fatti ( dando un colpo al cerchio e uno alla botte ...) E' curioso notare tecnici privati " ingordi" che seguono tante pratiche. Come faranno poi a stare dietro a tutte... I saran di fenomen

" Sbirciamo " i siti internet, inserendo " contributi " nell'apposito motore di ricerca:

Novi di Modena:


Mirandola:



San Possidonio: 

http://www.comune.sanpossidonio.mo.it e arrangiatevi. Boh... mè 'no catè gninto..

Cavezzo:

http://www.comune.cavezzo.mo.it e arrangiatevi. Boh... mè 'no catè gninto..

Finale Emilia :

www.comunefinale.net : e arrangiatevi. Boh... mè 'no catè gninto.. E' pure brutto.

San Felice sul Panaro:

http://www.comunesanfelice.net/  Si legge qualcosa in Home, o qui: 

Però quante pratiche e cambiali Errani, boh....

Camposanto: 

http://www.comune.camposanto.mo.it Boh... mè 'no catè gninto..

E dulcis in fundo...: Carpihttp://www.carpidiem.it Moc casein ! 

CONCLUSIONE: Boh...

Magari ne approfittiamo per ricordare ai tecnici comunali,
di non essere pignoli come prima del sisma, e a geometri, architetti, ingegneri vari, 
di non "scaricare" una eventuale ingordigia sugli uffici tecnici comunali...

Approfondiremo. Nel periodo natalizio, ci può essere tempo...


Davide Boldrin



23/11/13

Ospedale policlinico di Modena: ci si può fare un titolo, tipo... GNAM GNAM BURP...l'inchiesta di VOCE.

Ecco l'inchiesta di VOCE. Per fortuna VOCE ha scoperchiato il pentolone, altrimenti davvero non se ne accorgeva nessuno. D'altra parte esiste un detto, che  " i rossi ", usano spesso: SE VUOI NASCONDERE QUALCOSA, METTILO BENE IN EVIDENZA.

Davide Boldrin.




....infine..:


...Mica son scemo, per mandare una mail alla GDF, sperando che trovino un illecito...:


DB


VOCE del 14 novembre 2013 » Lista articoli » Scheda articolo


» Inchiesta:
 

I politici per il Policlinico - Un dossier svela come l'hanno infilato nei fondi per il sisma 

Piano da 75 milioni voluto da Lusenti, Pighi, Sabattini e Direttrice. Il sisma? Una scusa per rifarlo. A scapito di chi i danni li ha avuti davvero: l'Area Nord

di Florio Magnanini

Carpi - La data è ottobre 2013. Gli autori, i dirigenti e i funzionari della Direzione generale sanità e politiche sociali dell'Agenzia sanitaria e sociale regionale. L'editore, l'Assessorato alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna. Il titolo "Il Servizio sanitario regionale dell'Emilia Romagna". In settanta pagine offre uno spaccato aggiornatissimo sull'organizzazione, le attività, le strutture e la spesa del Servizio, fotografati al 31 dicembre 2012. E' una miniera di notizie e dati per chi voglia conoscere nei minimi dettagli come funzionano sanità e assistenza sociale in regione.
Di particolare interesse, per Carpi e l'area nord del territorio sanitario modenese, però, sono soprattutto le ultime pagine, quelle che contengono il dossier "Dopo il terremoto del maggio 2012". Perché è da qui, dalle cifre e dai ragionamenti che vi sono riassunti, confrontati con quelli che in questi mesi hanno riempito le pagine dei giornali, che si capisce quale profonda ingiustizia si stia consumando nei confronti del Ramazzini e delle strutture sanitarie della Bassa con i fondi del terremoto. Il grande imputato è il Policlicnico, o meglio, chi ha deciso - e qui si parla delle istituzioni sanitarie modenesi, di Comune e Provincia di Modena e della Regione - di fare del terremoto l'occasione per recuperare una struttura che obsoleta lo era già da prima del sisma. E che ora incombe sul programma dei lavori deliberato dalla Giunta regionale nel settembre scorso con tutto il peso dei suoi 53 milioni, che sono quel che resta da un fabbisogno monstre di quasi 75 milioni, accorciato dei 5 della dotazione economica dell'Azienda ospedaliero universitaria e dei 14 provenienti dai fondi europei di solidarietà.
Qual è dunque il "ragionamento" in base al quale il documento della Regione fa rientrare il Policlinico di Modena fra le strutture ospedaliere da recuperare per i danni subiti dal terremoto, insieme al Ramazzini di Carpi e al Santa Maria Bianca di Mirandola che danneggiati lo sono davvero? Vediamo, perché si scoprono cose interessanti.
***
Il ragionamento si trova a pagina 55 del documento, in un paragrafo dal titolo significativo: "Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena: al Policlinico lievi danni, evacuati per precauzione i piani dal sesto all'ottavo". Vi si dice che mentre le scosse del 20 maggio "...hanno provocato danni lievi, concentrati soprattutto in corrispondenza dei giunti strutturali (...) dopo i sopralluoghi dei tecnici non si era ravvisata alcuna necessità di evacuare aree o effettuare spostamenti dei reparti del Policlicnico". La situazione cambia però radicalmente con il terremoto del 29 maggio, c'è scritto nel documento. Ma si parla più che altro di "preoccupazione", di "panico accompagnato dal timore che le scosse potessero ripetersi". Da qui la decisione di evacuare "in via precauzionale" tutte le attività tra il sesto e l'ottavo piano: Cardiologia e Ginecologia, dall'ottavo; Pediatria, Chirurgia pediatrica, Oncoematologia pediatrica, Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dal settimo; Ostetricia e Sala parto con le sale travaglio dal sesto. Attuate le diverse sistemazioni provvisorie, che cosa fa la Direzione del Policlinico? Mette al lavoro il Comitato antisismico regionale per valutare quattro cose: i danni subiti; le condizioni di staticità complessiva di una struttura che ha ormai 50 anni; la possibilità di utilizzare il complesso ospedaliero e la congruità dei progetti di consolidamento.
Nel novembre 2012 il Comitato emette il proprio verdetto: nessun limite all'uso della struttura, ci sono solo alcuni lavori di consolidamento già in progetto, da completare al più presto per il corpo centrale e nel giro di due anni per quelli periferici. Sono le risposte che stanno alla base di "un piano complessivo degli interventi da realizzare nel medio-lungo periodo" e che comprende "interventi di ripristino, consolidamenti, demolizione e costruzione di aree completamente nuove, in particolare per ospitare il Dipartimento materno-infantile". Quest'ultimo è l'aspetto più controverso: una struttura nuova per ospitare un reparto rifatto appena quattro o cinque anni prima (vedi articolo a lato)? E solo perché, trovandosi lassù in alto, fa paura? Al momento, comunque, nulla fa pensare a investimenti giganteschi: la struttura, passato panico e preoccupazione, è pienamente riutilizzabile. Su questa linea si avviano alcuni lavori dell'importo di 2,6 milioni di euro, per cui, sempre in quel novembre 2012, i reparti possono rientrare gradualmente. Gli effetti del terremoto, dunque, per il Policlinico parrebbero finiti qui.
***
Che cosa accade, però? Lasciamo parlare il documento: "Mentre il Comitato tecnico scientifico completava la sua valutazione (si presume verso la fine di novembre 2012, ndr), il vertice del Policlinico, d'intesa con la Regione, ha messo a punto un progetto che, partendo dal sisma, punta a una riqualificazione complessiva dell'ospedale". Il piano viene presentato a tutti gli interlocutori - Università, Comune e Provincia di Modena - e contempla "sia i lavori di puro ripristino sia quelli necessari per dare un nuovo assetto all'ospedale". Direttive come queste - partire cioè dal sisma per rifare l'intero ospedale - non nascono per caso.
Ci si mette di mezzo la politica e, nel caso specifico, la falange macedone costituita da Università, Regione, Comune e Provincia. Il Policlinico s'ha da rifare, insomma: anche se a due passi c'è Baggiovara. Modena lo vuole e chi se ne importa del Ramazzini, non solo danneggiato molto di più, ma anche indicato dal Pal come polo strategico dell'area nord e, si presume, anche come struttura su cui investire per un suo profondo rinnovo.
***
La famosa equazione "terremoto uguale opportunità di rilancio" che è ritornata spesso nei discorsi dopo le scosse vale evidentemente solo per il Policlicnico. Per l'ospedale di Carpi, invece, ci sono solo gli 11 milioni del ripristino, peraltro provenienti da donazioni per un buon 20 per cento. E non c'è nulla che faccia riferimento agli investimenti previsti dal Pal del 2011, nell'ordine dei 31 milioni di euro. Neanche per rifare gli ascensori che sono rimasti quelli claustrofobici di sempre. In compenso, un bel preventivo da 1,2 milioni per rifare gli ascensori del Policlinico ci sta, dentro il piano gigantesco da quasi 75 milioni che Università, Comune e Provincia di Modena e Regione hanno deciso di destinare a consolidamenti, demolizioni, rifacimento delle facciate e nuove costruzioni come il reparto materno infantile che da solo ne costa 30.
Tutto probabilmente necessario: ma non certo dal maggio 2012 e non facendolo dipendere dai contributi per il sisma e a scapito dell'Area Nord. A deprimere poi ancora di più la condizione dell'ospedale di Carpi, nel documento si legge che "...il numero di posti letto non è ancora definito", ma "...sarà inferiore a quello precedente". Resta anche da definire "l'investimento complessivo che verrà fatto nel territorio del Distretto". Le cifre del Policlicnico, dunque, sono chiare e nette, almeno quanto nebulose appaiono quelle che riguardano il futuro del Ramazzini e del Distretto.
***
La consacrazione del piano si ha nei primi mesi del 2013. Che cosa succede? Che i Quattro cavalieri dell'Apocalisse sanitaria (per l'Area Nord, s'intende) e cioè l'Azienda Universitaria Ospedaliera nelle vesti della Direttrice, Licia Petropulacos, la Regione Emilia Romagna con l'assessore Carlo Lusenti e la direttrice dell'Ausl, Mariella Martini, il Comune di Modena con il sindaco Giorgio Pighi e la Provincia, con il presidente Emilio Sabattini, si presentano alla stampa all'indomani della Conferenza territoriale e sanitaria della provincia per dare il grande annuncio: dalla Regione e con fondi europei arriveranno 129 milioni per la sanità modenese, fra i quasi 75 del Policlinico e i 54 per il resto della provincia. "Policlinico: ecco 75 milioni per ricostruire l'ospedale", titola trionfante la Gazzetta del 9 febbraio 2013. Ma è nelle dichiarazioni che si coglie il senso più profondo del progetto: "...Non era affatto scontato - dichiara infatti Sabattini - che al Policlinico, ospedale che non si trova nel cratere del sisma, arrivassero tali risorse" (Prima Pagina, 9 febbraio 2013). Il che, da parte del Presidente della Provincia, suona come l'esplicita ammissione di una forzatura tutta politica. E la direttrice Petropulacos, più ingenuamente: "Forse faremo in modo che il terremoto diventi un'opportunità per il futuro" (Carlino, 9 febbraio 2013). Ma quale "forse": il trucco (con il sisma mi rifaccio l'ospedale nuovo) è lì, sotto gli occhi di tutti.
***
A rafforzare poi il disegno, accade qualche cos'altro. Siamo al 24 aprile 2013: nell'area del Policlicnico crolla una palazzina abbandonata da almeno tre anni e di proprietà dell'Ausl. Il terremoto c'entra nulla: le scosse l'avranno indebolita, ma le mancate manutenzioni hanno fatto il resto. Su quell'episodio, tuttavia, la direttrice Petropulacos, sul dossier della Regione, costruisce una bella teoria che si può leggere alla pagina 56: "Il crollo, avvenuto il 24 aprile 2013, della palazzina che fa parte fisicamente dell'ospedale, ma da sempre in gestione all'Azienda Usl che stava eseguendo al suo interno lavori di ristrutturazione, impone oggi una riconsiderazione del percorso che si era individuato, anche per rispettare doverosamente la preoccupazione che si è tornata a diffondere negli operatori, già colpiti dai fatti dello scorso anno". In che cosa consista la "riconsiderazione" di Petropulacos non è ben chiaro. Si può solo fare un'ipotesi. Poche righe più su, il già citato dossier terremoto spiega come verranno reperiti i quasi 75 milioni per il Policlinico. Si parla dei 5 in dotazione all'Azienda Universitaria Ospedaliera e dei 14 arrivati dal fondo europeo di solidarietà. Ne restano poco meno di 54. E dove si troveranno questi soldi? "I restanti finanziamenti - viene spiegato - dovranno essere reperiti attraverso il Programma di ricostruzione delle opere pubbliche previsto dalla legge regionale 16/2012". Quel programma, aggiornato l'ultima volta il 30 settembre scorso dalla Giunta regionale, elenca interventi sulla sanità per l'intera area terremotata - anche Ferrara, Bologna e Reggio, dunque - nell'ordine dei 141 milioni. Che la "riconsiderazione" della Direttrice vada letta come una pretesa di urgenza e priorità, per il Policlinico, così duramente provato e "preoccupato" dal sisma, dopo che c'è stato perfino il crollo della palazzina?
***
In conclusione: l'attenzione di amministratori e media, a Carpi, è stata sempre calamitata dal depauperamento delle discipline e delle specialità subito dal Ramazzini a vantaggio di Baggiovara, trattandosi dell'aspetto che più sta a cuore all'opinione pubblica. E' un po' sfuggito, così, il motivo per il quale l'ospedale di Carpi non ha potuto cogliere l'occasione del ripristino, per essere ristrutturato come previsto dal Pal. Quel motivo sta tutto nel progetto del Policlinicoe nelle ragioni molto più politiche che sismiche che lo hanno dettato, a costo di addensare nel capoluogo due megastrutture a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra. L'opportunità, la scusa, anzi, del terremoto, l'hanno colta, eccome. Basterebbe un'occhiata agli ascensori. 

Ma sì: rifacciamo il Materno Infantile 


Carpi - Il principale investimento sul Policlinico all'interno dei quasi 75 milioni di euro previsti riguarda, come si dice nell'articolo qui a fianco, la nuova costruzione del Materno Infantile: 11 mila metri quadrati per 30 milioni di spesa. Ebbene, l'attuale reparto - che si vorrebbe abbandonare per "preoccupazione", come sostiene il Dossier della Regione citato nell'inchiesta - era già stato interessato nel 2008 da lavori per consolidamento antisismico sui locali del sesto piano che ospitano Ostetricia e Ginecologia con sale parto, travaglio, Pronto soccorso ostetrico e nido. Sempre lì, poi, fra il 2007 e il 2010 era stata ristrutturata la Terapia intensiva neonatale dotandola nell'ottobre 2007 di una innovativa "area genitori" destinata a permettere loro di restare il più a lungo possibile con il neonato bisognoso di cure dopo il parto e realizzata con il contributo della famiglia Pavarotti. Ancora: nel 2007 è stato inaugurato il Pronto soccorso pediatrico con annessi letti di osservazione. 
Il costo di questi interventi non è mai stato ufficializzato, ma non è azzardato valutarlo nell'ordine di diversi milioni di euro, visto che per il solo 2007 il Bilancio di missione parla di una spesa di 1,5 milioni. Di fronte a tutte queste spese, piuttosto ingenti, e all'ammissione (lo dice sempre il Dossier della Regione) che i piani del Materno Infantile sono stati evacuati solo in via precauzionale, non avendo subito danni; e di fronte all'affermazione del Comitato tecnico scientifico regionale per l'antisismica che non c'è limite all'uso della struttura del Policlinico: allora viene da chiedersi se sia legittimo individuare quel dipartimento come priorità assoluta, destinando solo briciole all'Ospedale di Carpi. 



Novi, Rovereto e Sant'Antonio: Come siamo messi ? Una piccola “ incitazione alla rivolta “, e a Carpi, come sono stati bravi ( Seriamente ).

Questa è una di quelle panoramiche che ogni tanto mi azzardo a scrivere, partendo da dati certi, aspetti opinabili e chiacchierate con i concittadini.

Partiamo dai dati, sempre fruibili dal sito internet www.comune.novi.mo.it, che qui si riporta:
A far tempo dal 27 settembre i contributi regionali concessi sono aumentati di € 1.617.055,57 per un totale di € 8.405.210,95. Continua regolarmente l'accettazione delle pratiche che passano:
  • da 162 a 170 per gli esiti B-C;
  • da 47 a 50 per gli esiti E0;
  • da 46 a 55 per gli esiti E1, E2, E3;Passano da 86 a 101 le cambiali emesse.
I SAL erogati passano da 44 a 73; di questi 29 SAL erogati 20 sono SAL finali, cioè a saldo e chiusura delle pratiche e dei relativi cantieri.
NOVITA' - da questo mese saranno pubblicati negli aggiornamenti:
  • i nominativi dei tecnici incaricati, referenti per le pratiche;
  • l'ammontare dei contributi EFFETTIVAMENTE EROGATI a seguito della presentazione degli Stati di Avanzamento Lavori da parte dei professionisti; al 25 ottobre l'ammontare complessivo è pari a € 4.138.327,95, circa la metà dei contributi concessi.
Si evidenzia ancora che, ad ogni aggiornamento, la somma totale del contributo concesso è frutto delle nuove cambiali emesse ma anche dei conguagli effettuati in sede di contabilità definitiva e SAL finale.


A leggere i dati sembra che qualcosa stia avanzando. E così è in parte. Però, la marcia, è a mio avviso, ancora la seconda, su 5, e tanto tempo è passato da quel 29 Maggio.

L'opinabile “ ( e qui inciteremo alla rivolta ) ...:
A raccogliere le confidenze di alcuni cittadini, sembra che maggiormente penalizzati, siano coloro che hanno anticipato i soldi di tasca loro, già lo scorso anno. Fino ad oggi non ne ho sentito uno che dicesse: “ ho presentato la pratica, è passata senza problemi “. Ma ogni pratica, pare, ha sempre una trattativa al ribasso. Come dire: “ han pagato, vuol dire che i soldi li avevano...” .
Poi chi ha fabbricati rurali, e/o legati da vincoli urbanistici: Sulle dinamiche dei fabbricati rurali, se ne discuterà da Gennaio in poi. Mi auguro vengano applicate sia le linee guida regionali, che le potenzialità proprie dell'ufficio tecnico comunale, per eventuali deroghe e "svincoli ". Come ad esempio è stato fatto a Carpi ( eccellente lavoro ). Se si sarà troppo rigidi, come pare in altri ambiti fino ad oggi, beh, sarà mia premura “ incitare alla rivolta “ (..si, è una specie di minaccia, al sindaco Luisa Turci, agli Architetti Mara Pivetti e Carla ferrari. Oggi le necessità delle persone, valgono molto di più della tutela di eventuali vincoli storici …)
Un'ultima cosa: si sentono tecnici che affermano che solo a Novi hanno problemi con il MUDE ( che a pronunciarlo, sembra il suono di una vacca con la mastite …). Non so se sia vero, o “scaricabarile “ per qualche incompetenza ( capitolato non dettagliato, magari ...) , ma di certo, ricordiamo a chi lavora all'analisi dei MUDE, che se si trova qualche voce non corretta, eventualmente, di non limitarsi a quella, ma andate a fondo, per vedere se ce ne sono altre...
Almeno così uno integra, e/o corregge, una volta sola.



Davide Boldrin.


Carpi, eccellente lavoro. Speriamo che a Novi, sia identico:










29/09/13

Fatti i c ... oops,.. FATTI IL CENTRO TUO! Inizio seconda fase del percorso.

Laboratorio urbano. Sono uno di quelli che pensa che chi ha vinto le elezioni, si debba prendere onori e oneri. E che ogni forza politica abbia un ruolo istituzionale di sua competenza, nel " sinedrio " consiliare, con tutte le modalità previste. Il primo problema resta, a mio avviso, quello della ricostruzione privata, il quale si scopre anche che, talvolta, si rimane "affossati " per colpa di tecnici incompetenti, o superficiali, oltre che dell'impasse burocratico di matrice " erraniana ". D'altra parte, è pur vero che chi è " autoctono ", e non un po' " nomade ", come il sottoscritto, ha voglia in qualche modo di contribuire a ciò che sarà il futuro. Meno male, penso io. E lo strumento esiste. A chi brontola, e usa il " sentito dire ", beh... consiglio di andare a fondo un po' di più. Dal canto mio ho deciso che appena uno dice " ho sentito dire che ", interpellerò. Già che ci sono ne approfitto per comunicarvi una cosa (.. sono anche un pubblico ufficiale, e se scrivessi IMPERATIVAMENTE una cosa fasulla, si sa, potrebbero esserci grane. Cosa diversa, è una opinione.. ) : LA CHIESA DI ROVERETO SARA' MESSA IN SICUREZZA TOTALE, NELLA PARTE INTERNA. E QUI, NON C'ENTRANO NE IL SINDACO, NE IL PARROCO, NE IL VESCOVO, NE IL PAPA... MA HA DECISO QUELL'ENTE INTOCCABILE CHE RISPONDE SOLO A SE STESSO, OVVERO LA SOVRINTENDENZA DELLE BELLE ARTI ( Parere personale ? Eccolo: che stronzata ! Però, cosi è ).

Davide Boldrin


Qui la " Newsletter " della "maestrina" (.. a me sembra la maestrina che tiene a bada tutti..) MONIA GUARINO:

Gentili partecipanti,
Inizia mercoledì prossimo
 la fase II “ESPLORAZIONE PROGETTUALE” del percorso partecipativo FATTI IL CENTRO TUO!Gli incontri si svolgeranno sempre di mercoledìalle20.30con una cadenza bisettimanale e itinerante sul territorio.
Dopo le opportune verifiche logistiche, ecco il calendario definitivo


  • 02\10 Caseificio Razionale Novese (sala conferenze, via Provinciale per Mantova 73 (NOVI)
  • 16\10 Bocciodromo La Torre, via S.Antonio 70 (SANT’ANTONIO)
  • 30\10 Sala Civica De Andrè, via  G. Mazzini (ROVERETO)
  • 13\11 Circolo ARCI Taverna, via V. Bigi 4 (NOVI)
  • 27\11 Bocciodromo La Torre, via S.Antonio 70 (SANT’ANTONIO)
  • 11\12 Sala Civica De Andrè, via G. Mazzini (ROVERETO)

Il
primo incontro è molto importante.

Saranno presentati:

  • l’intero iter di redazione del piano della ricostruzione integrato con le tappe del percorso partecipativo (per evidenziare i contributi attesi dal Laboratorio e l’ambito decisionale in cui ricadranno)
  • gli esiti della fase preliminare (aprile – giugno) integrati dal lavoro svolto nei mesi estivi e rappresentati nella forma di “mappa delle questioni in gioco”
    • stato di fatto,
    • scelte affrontate nel periodo dell’emergenza,
    • progettazioni in corso,
    • istanze/esigenze emerse dalla comunità + proposte/visioni  (il tutto inserito nei sistemi di riferimento: urbanistico, ambientale, culturale, sociale) 
  • le iniziative particolari (i finanziamenti POR FESR ottenuti per la promozione commerciale dei centri, il percorso con la scuola, le progettazioni con i giovani sulle aree attrezzate per le feste, l’integrazione sociale, ecc..)
  • i gruppi di lavoro, le modalità di partecipazione/concertazione/comunicazione

Saranno consegnati i diversi report delle attività di laboratorio.

Chiuderà ogni incontro un’informativa sullo stato di avanzamento della ricostruzione dei privati con una carellata di esempi inerenti interventi di rilievo (es. Coop di Rovereto)


Nelle mail di invito agli incontri riceverete anche il progressivo aggiornamento dello stato di avanzamento del percorso, della rete che si sta via via ampliando, delle opportunità che si presentano.



AGGIORNAMENTO 01
IMPORTANTE! Da leggerehttp://www.comune.novi.mo.it/index.php/notizie-utili/527-aggiornamento-ricostruzionehttp://www.comune.novi.mo.it/index.php/comunicazione-e-partecipazione/comunicati-stampa/comunicati-stampa-anno-2013/517-por-fesr-emilia-romagna
IL PERCORSO
Si è conclusa la 
fase I “ASCOLTO PRELIMINARE” (aprile-giugno) 

11 giornate di ascolto (mercoledì 8.00-20.00, esteso occasionalmente alle 24.00) integrate da ulteriori 7 pomeriggi (martedì o giovedì) e altre 9 serate per incontrare persone impossibilitate ad usufruire del “mercoledì”
1 flash mob/assalto urbano (22 aprile)
1 Incontro dedicato a ciascun centro giovani (Novi, Rovereto)
1 serata di aggiornamento/consultazione dedicata al tema Area ex Collodi (28 maggio)
1 incontro (14 giugno) dedicato ai professionisti impegnati nelle pratiche MUDE e coinvolti nei venerdì dedicati all’aggiornamento collettivo organizzato dall’Amministrazione (cadenza quindicinale)
1 incontro dedicato ai negozianti delle 3 frazioni (14 giugno)
6 incontri (3+3) dedicati all’intero corpo docenti (scuola dell’infanzia, scuola primaria di primo e secondo grado)
3 serate di avvio del laboratorio (18,19,20 giugno)
1 giornata aperta di esplorazione progettuale con la partecipazione delle università di Firenze e Venezia (29 giugno)
Persone coinvolte: 400 ascoltate, delle quali 112 hanno preso attivamente parte agli incontri

Si evidenzia che... 

  • a latere degli incontri di laboratorio, il percorso è stato arricchito anche dalle seguenti attività:
    • monitoraggio costante di bandi e concorsi per la ricerca di finanziamenti e opportunità di sviluppo delle riflessioni progettuali in corso. A tal proposito si segnala:
      • il coinvolgimento dei commercianti delle tre frazioni per la definizione di interventi di promozione del territorio da candidare (tramite Provincia) al finanziamento  POR-FESR 2007-2013 - ASSE 4 - ATTIVITA' IV.1.2 "AZIONI DI PROMOZIONE INTEGRATA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E CULTURALE" - (ottenuti 66.000 euro che si aggiungono ai 100.000 che l’Amministrazione ha ottenuto in primavera sempre sull’Asse IV del POR FESR)) 
    • co-redazione insieme al corpo docenti delle scuole dell’infanzia e primaria di un progetto dedicato al punto di vista dei bambini sulla progettazione dei propri spazi educativi, la magia e il (s)paesamento, la rigenerazione dell’identità locale (le risorse economiche necessarie allo sviluppo delle attività provengono dall’Istituto Beni Culturali – regione Emilia Romagna)



Il trimestre luglio-settembre è stato dedicato a:
  • proseguo dell’ascolto sul territorio
  • messa a sistema dei contributi emersi dalla prima fase e composizione del quadro delle informazioni (REPORT 01 in consegna il 2 ottobre)
  • timing del percorso perché sia fattivamente e tempestivamente integrato con il processo di redazione del piano
  • approfondimento dei temi connessi all’aggregazione giovanile, l’animazione territoriale, l’innovazione e sperimentazione locale, l’integrazione sociale.
  • potenziamento degli strumenti di comunicazione (pannelli in piazza, integrazione pagine web, attivazione di un gruppo di lavoro dedicato)
  • confronto con la Regione sullo sviluppo del percorso attraverso i nuovi bandi LR 3/2010 “partecipazione”  dedicati alla qualità della vita, all’aggregazione giovanile,  alla ricostruzione

Si evidenzia che...

  • Il percorso “Fatti il centro Tuo!”  ha preso parte come caso studio alla 5° Scuola Internazionale Consapevolezza e responsabilità nel rischio ambientale (Workshop, 15-20 luglio 2013, Cagliari): la presentazione del percorso è stato tema della prima Conferenza aperta dedicate a “Dei diversi Sguardi: La sociologia, l'architetto e l'amministratore (Confronto tra Novi di Modena/Italia e Kochi/Giappone)
  • Il percorso “Fatti il centro Tuo!”  è stato selezionato come uno dei cinque casi regionali che saranno presentati nell’ambito della 1° Scuola Internazionale di formazione su Governance partecipativa e Sviluppo territoriale” organizzata dalla Regione Emilia Romagna in partnership con K.I.P (destinatari della scuola: amministratori del Senegal e della Tunisia)

LE PROSSIME ATTIVITA’COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLESono in programma i seguenti incontri:
  • Martedì 8.10: incontro di programmazione con le insegnati delle classi coinvolte (infanzia, elementari, medie)
  • Sabato 12.10: partecipazione dei bambini allo spettacolo di lanterne luminose (parco taverna)
  • da definire la data: “Un’impronta al futuro”(le mani dei bambini lasceranno la propria impronta colorata all’interno della scuola per e in alcuni luoghi significativi del territorio)

COINVOLGIMENTO DEI GIOVANISono in programma i seguenti incontri:

Gli esiti del lavoro con i giovani comporranno la proposta per la candidatura al bando regionale dedicato alla LR3/2010 sulla partecipazione (in scadenza il 25 ottobre)


PROSEGUO/CONSOLIDAMENTO DEL CONFRONTOSono in programma i seguenti incontri:

  • Lunedì 30 .9: confronto con le posizioni apicali e referenti di tavoli di concertazione per stabilire sinergie e opportune integrazioni 
Si sono svolti anche:
  • Martedì 24.9: confronto in Commissione Ambiente e Territorio sul recepimento delle istanze emerse il 28 maggio in sede di Laboratorio nelle nuove ipotesi progettuale dedicate al polo culturale (area ex collodi)
  • Mercoledì 25.9: incontro con il direttivo della ONLUS uniti per Rovereto e Sant’Antonio (per un confronto sul percorso) 



Monia Guarino

06/08/13

A Novi di Modena, tutto fa brodo. Anche le sartorie.

Cosa vorrà mai dire ?

Partiamo da qui:


Poi la risposta odierna a ciò, da parte della maggioranza:

“Il Consigliere Fabbri dica che abito vuole indossare” 

Dopo le dichiarazioni di Mauro Fabbri, consigliere comunale di Progetto Comune e imprenditore edile, sulle difficoltà riscontrate nella ricostruzione post sisma, il Sindaco di Novi interviene con una nota. Ecco la sua dichiarazione: 

« ‘La ricostruzione post sisma procede con lentezza’. Mi pare che sia questa l’acqua calda  scoperta da Mauro Fabbri, ora consigliere comunale di opposizione che diserta da mesi il pubblico consesso dove ci si confronta e si decide sul piano della ricostruzione, ora amministratore di una società costruttrice con cantieri nell’area del cratere. Da una parte invia lettere come titolare della sua società edile al Sindaco e all’Ufficio tecnico del comune, mescolando una premessa da politico a delle richieste di chiarimenti tecnici a cui ovviamente risponderà il responsabile incaricato; dall’altra rilascia interviste ai giornali, indossando gli abiti un po’ del consigliere un po’ del membro di Sisma.12, evidenziando però aspetti tecnici, tipici di chi opera nel settore edile, che a suo dire rallenterebbero l’assegnazione e i conseguenti pagamenti delle Cambiali Errani. A chi devo rispondere? Al consigliere comunale, all’imprenditore o al referente locale di Sisma.12? In attesa di conoscere quale ruolo deciderà di ricoprire Fabbri, mi limito a confermare la lentezza della ricostruzione che a mio avviso dipende sostanzialmente da due fattori: avere il personale in numero adeguato alla gravità e alla quantità dei danni che ogni comune ha subito e alla burocrazia che, è vero pesa sia sui cittadini che sulle amministrazioni, ma che nel contempo garantisce trasparenza nell’erogazione di soldi pubblici. Non si è mai interrotto il dialogo e il confronto tra noi Sindaci, a diretto contatto con i nostri cittadini e con le problematiche che legittimamente ci sottopongono e il Commissario Errani per risolvere le criticità legate alla ricostruzione». 





...boh... Anche in Novembre 2012...:



 


Non entrerò, nel merito della polemica. Ma si sappia, che chi è consigliere in carica, spesso e volentieri, riceve visite a casa, telefonate, ecc. ecc. di persone, che si sentono in qualche modo, abbandonate.

Solo una " battuta ":

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L'OGGETTIVITA' è questa :

IL POPOLO HA FAME. DI MATTONI...

Non tanto, di opere pubbliche. Tu che leggi, se devi costruire una casa, prima vuoi abitarci ( RICOSTRUZIONE PRIVATA ) o vuoi il giardino bello ( OPERE PUBBLICHE ) ? Ovvio, che curerai la progettazione di entrambi. Ma l'essenziale ...? 


E la competenza, è una colpa ?




Davide Boldrin





26/07/13

NOVI: Il verbale della seconda commissione territorio e ambiente. Verbale alla " consigliere Boldrin "... Ma è anche un po' serio....( poco poco...).

Per quanto riguarda noi di Alternativa per Novi, ci pare un poco paradossale che sia passato un anno, dopo il sisma, senza codesta commissione. Ora è il momento di usarla.

Premessa ( fonte www.voce.it ):

Addio Aventino: Boldrin balla da solo 

Novi - Davide Boldrin ce l'ha fatta: l'obiettivo della presa di distanza dalle altre forze politiche di minoranza in materia di ricostruzione post sisma è raggiunto. 
L'atto che sancirà definitivamente la discesa di Alternativa per Novi dall'Aventino in cui restano invece trincerati Progetto Comune e Uniti per Novi sarà la sua partecipazione al Consiglio comunale del 30 luglio, che gli altri sono decisi a disertare. 
La sua "deviazione" il Consigliere la spiega così: "Continuare la lotta per discutere di quali edifici pubblici debbano essere inseriti nel percorso di partecipazione - scrive nel suo blog - pare irrispettoso nei confronti di quei cittadini, che si aspettano dalle forze politiche locali un'attenzione maggiore alle problematiche contingenti, inerenti le abitazioni, le imprese, gli esercizi commerciali, ovvero tutto ciò che concerne la ricostruzione privata". 
Già in diverse occasioni Boldrin non aveva nascosto la propria insofferenza per un eccesso di puntiglio delle minoranze su questa o quella scelta in materia di edifici pubblici, a partire dalla destinazione della scuola di musica, anteponendovi l'urgenza delle scelte urbanistiche che ridisegneranno il paese e delle risposte da fornire a chi non è ancora potuto rientrare nella propria abitazione. 
Con la scelta di prender parte al Consiglio e quanto meno di confrontarsi - non necessariamente per condividere tutto - con la Giunta Turci, Boldrin imbocca la strada che lo porterà lontano dagli altri oppositori, ma più vicino ai problemi della popolazione.





La convocazione:


In Sintesi: 

1) La presidente è la Consigliera PAMELA TRALDI. Vicepresidente è stato formalmente eletto il consigliere ROBERTO GUERRA.

2) Si abbatterà parte dell'edificio, si modificherà, per ripristinare la sala civica, il comando di polizia municipale, i servizi sociali, e spazi di utilità comuni ( i " compagni " dicono sempre..POLIVALENTI...)

3) La nuova casa protetta, sarà a fianco della chiesa di Novi, in Via Minzoni. Il consigliere Boldrin, come prima cosa ha chiesto: " di chi è il terreno " ? Esso è dell'ufficio sostentamento clero, quindi VA BENE LI.
20.000 Mq a € 10 al MQ. Si userà il metodo Project Financing

4) Sarà abbattuta la casa protetta di NOVI, svincolata dalla soprintendenza, per costruire appartamenti protetti, per persone anziane. Sarà "roba" dell'ASP. Coordinata con tutta Area Nord, oltre che unione TDA.



Qualcuno potrebbe obiettare, MA E' GIA' DECISO TUTTO ? In parte si, in parte no. Per i dettagli, più avanti. Intanto si inizia ad usare 'sta benedetta commissione. E anche per quanto riguarda " le robe " della ONLUS, degli ALPINI, ecc. ecc. ... Bisognerà, che esse, passino al vaglio della commissione.


Ora, i risvolti politici:

E' partita bene. Poi, per quanto riguarda la nuova casa protetta, c'è stata un po' di maretta. Che possiamo sintetizzare così:

LUISA TURCI E PAMELA TRALDI:


DARIO ZENONI:


MAURO FABBRI:


ROBERTO GUERRA:


ITALO MALAGOLA E DAVIDE BOLDRIN:
(...SI VEDE CHE VENGONO ENTRAMBI DALLA DC..)




Cosi è. E se qualcuno avesse da dire, si ascolti questo, e non rompa i maroni....:



Davide Boldrin









23/07/13

Sembra " davvero veramente vero" ! Una buona notizia: firmato accordo ABI CDP ( La famosa clausola sulla cambiale Errani ). Di Giancarlo Muzzarelli ( Assessore regione E.R. )

Carissimi\e,
una buona notizia.  A seguito della sottoscrizione odierna dell'Addendum alla Convenzione dello scorso 17 dicembre, CDP – ABI è superata la fase di incertezza : ora la firma dei  nuovi contratti.
Per i beneficiari che hanno già sottoscritto contratti di finanziamento, l'Addendum prevede il perfezionamento di un semplice accordo di modifica, secondo un format allegato all'Addendum stesso, già reso disponibile alle Banche.

Cordiali saluti.
Gian Carlo Muzzarelli



Segue comunicato stampa e nota

Terremoto, firmato oggi da ABI e Cassa Depositi e Prestiti la modifica ai loro accordi, in particolare il contratto tipo sottoposto alla firma dei beneficiari. La soddisfazione del presidente Vasco Errani: “Ulteriori garanzie per cittadini ed imprese”. L’assessore Muzzarelli: “Il nuovo testo rafforza l’effetto liberatorio della cessione del credito d’imposta alla banca”.

Bologna - «Un ulteriore passo per superare  equivoci e timori dei cittadini e delle imprese che rischiavano di ostacolare o perlomeno rallentare i lavori e la concessione dei contributi per la ricostruzione». È questa la soddisfazione espressa dal Commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione Vasco Errani in merito alla firma di ABI e Cassa Depositi e Prestiti che hanno modificato i loro accordi e in particolare il contratto tipo sottoposto alla firma dei beneficiari.
«Il risultato – ha precisato Errani – è stato raggiunto anche grazie al lavoro dei parlamentari che ha consentito alle Commissioni riunite di approvare in queste ore un emendamento che dà ulteriori garanzie sui fondi per la ricostruzione a favore dei soggetti privati».
Nel caso dei contratti già firmati è previsto un apposito addendum, che consente di uniformare le vecchie posizioni alle nuove norme.
«Tutto ciò rende chiaro in modo definitivo ciò che abbiamo sempre affermato: la copertura dei contributi per la ricostruzione è interamente a carico dello Stato, senza alcun rischio per i beneficiari» ha aggiunto Vasco Errani.
«Il nuovo testo – ha aggiunto l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - rafforza l’effetto liberatorio della cessione del credito d’imposta alla banca dato che scompaiono sia i poteri degli istituti in materia di revoca e restituzione dei contributi, che compete solo al Commissario, ed egualmente scompaiono i riferimenti agli eredi e alle loro responsabilità».
Va ricordato che il presidente Errani aveva chiesto, con lettera del 11 giugno 2013, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e Finanze e ai Presidenti di ABI e Cassa Depositi e Prestiti, di eliminare ogni residua incertezza interpretativa, rassicurando in maniera chiara cittadini e imprese colpite dal sisma.

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I riferimenti normativi e lo schema di finanziamento erano e restano i seguenti.
1.            Il contributo ai fini della riparazione, ripristino o ricostruzione dei beni danneggiati, nonché per il miglioramento sismico ed energetico, viene riconosciuto al cittadino e all’impresa (beneficiari) con  atto del Sindaco o del Commissario secondo i criteri dell’art.3 DL74, legge 122 2012 e relative ordinanze.
2.            In base all’art 3bis del Dl 95/2012, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012 n° 135, il contributo viene assegnato sotto forma di un conto bancario dedicato al pagamento dei lavori. I fondi sono trasferiti alla banca dalla Cassa Depositi e Prestiti e il pagamento del prestito è regolato fra banca, Cassa e Stato, senza oneri per il beneficiario.
3.            In base all’art. 3bis del DL 95 legge 7agosto 2012 n° 135 i contributi ai beneficiari sono concessi con le modalità del finanziamento agevolato, secondo contratti tipo assistiti dalla garanzia dello Stato.  In sede di conversione del decreto legge 28 giugno 2013 n°76 è stata ulteriormente ribadita la garanzia dello Stato a favore del beneficiario.
4.            In capo al mutuatario (beneficiario) matura un credito d’imposta pari al valore delle rate (capitale più interessi) di rimborso.
5.            Il contratto tipo del beneficiario con la banca prevede che il suddetto credito d’imposta venga ceduto alla banca medesima con effetto liberatorio per il beneficiario. Tale cessione determina l'integrale liberazione del beneficiario dagli obblighi di rimborso per capitale e interessi di ciascuna rata del finanziamento fino alla data di scadenza finale.
6.            Il comma 376 della legge 24 dicembre 2012 n° 228 (legge di stabilità) prevede che in tutti i casi di risoluzione del contratto previsti per legge il soggetto finanziatore recupera le somme dovute mediante compensazione con le somme dovute all’erario (paga sempre lo Stato).
7.            I finanziamenti erogati dalle banche sono senza valutazione del merito creditizio e vengono segnalati e registrati alla centrale rischi a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanze e non influenzano la posizione del beneficiario.




Speriamo bene.

Davide Boldrin

20/07/13

E adesso, spieghiamo il senso dell'interpellanza sull'architetto Carla Ferrari.E una "frecciatina" e "lezioncina" ai colleghi delle minoranze.

L'interpellanza è questa:


Ora, qualcuno potrebbe pensare che in qualche modo, io " ce l'abbia " con l'Architetto Ferrari. Niente di tutto questo. Ciò che in realtà preme, è conoscere nei dettagli il suo lavoro, a Novi. In quanto consigliere.

E non cadere nell'errore che le minoranze hanno fatto fino ad oggi. Ovvero cercare di partecipare alle scelte decisive della ricostruzione, senza "attaccare" sul piano formale, ma su quello politico. Con la vicenda dei MAP, ci fu un buon risultato. In quel caso le persone erano "toccate" nel vivo. Ma per poter ambire ad essere tenuti in considerazione dalla maggioranza, servirebbe il lavoro certosino di leggere le delibere di giunta, le determine, ecc. ecc. e coglierne il senso pragmatico, e a volte, "sottinteso".

Ci si faccia caso: La Giunta, aveva già pronta la " promozione " del percorso partecipativo, lo ha annunciato durante un consiglio comunale, come "asso nella manica", in seguito alla presentazione di un ODG.

Ma la delibera, sicuramente, da qualche parte c'era.

Ora un "attacco diretto" ai colleghi delle minoranze: SEGUITE ME ( sull'azione...) Lasciate perdere JPT o il commissario BASSETTONI. O altri ancora... E al consigliere Fabbri, consiglio di essere più deciso, ed imparare a dire SI o NO. I vecchi " schemi politici ", dettati più da rancori personali, che da azione opponente per raggiungere scopi utili, sono oramai roba del secolo scorso .... E inutili. IL POPOLO BADA ALLA SOSTANZA. 

Torniamo al punto:

La determinazione n. 69 del 18/02/2013 assegna due incarichi all'architetto Carla Ferrari:

AFFIDAMENTO DI INCARICO PER L'INDIVIDUAZIONE DELLE UNITA' MINIME
D'INTERVENTO E PER LA ELABORAZIONE DEL PIANO DELLA RICOSTRUZIONE
A SEGUITO DEGLI EVENTI SISMICI DEL 20 E DEL 29 MAGGIO 2012 ED IN
ATTUAZIONE ALLA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 128 DEL 27-12-2012 -
N.CIG. Z3408E2663

DISCIPLINARE D'INCARICO DI PRESTAZIONE PROFESSIONALE PER LO SVOLGIMENTO
DELL'ATTIVITA' DI INDIVIDUAZIONE DELLE UNITA' MINIME D'INTERVENTO E PER LA
ELABORAZIONE DEL PIANO DELLA RICOSTRUZIONE (ex LR 16/2012) A SEGUITO DEGLI
EVENTI /SISMICI DEL 20 E DEL 29 MAGGIO 2012 ED IN ATTUAZIONE ALLA DELIBERA DI
GIUNTA COMUNALE N. 128 DEL 27-12-2012.

Noi abbiamo saputo " dell'esistenza " di costei; alla prima commissione territorio e ambiente, in merito alle UMI. A cose fatte. NIENTE DI PIU' ERRATO, come modalità di convocazione della Commissione.

( ...ora non ho una gran voglia, ma se qualcuno ne avesse, si vada a cercare cosa siano le "commissioni", nel TUEL, capirebbe che la scorsa legislatura, esse, sono state usate come " conferenze "... ).

In sintesi, l'Architetto Carla Ferrari, è colei che è pagata, per DISEGNARE E PROGETTARE TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE. ANCHE I "PELI DEL SEDERE".

( E visto e considerato, che la paghiamo la bellezza di € 50.336,00 Lordi - personalmente, per un lavoro del genere, mi vien pure da pensare che siano addirittura pochi come compenso....)

Lo si può intuire leggendo qui, il suo CV:


Qui le UMI:

Individuazione degli aggregati edilizi e perimetrazione delle unità minime di intervento (UMI)


Conclusioni:

1) Bisogna imparare ad usare gli strumenti che ci sono, in modo appropriato. 
2) Le minoranze, a mio avviso dovranno esigere maggiore conoscenza dei progetti IN CORSO DI PROGETTAZIONE. TRAMITE LA COMMISSIONE TERRITORIO E AMBIENTE

3) Ma vi pare che la maggioranza, potesse arrivare a rispondere alla mia interpellanza, senza essersi preparata... ?


Cari colleghi delle minoranze, voi continuate a far sciopero. Io vado al lavoro, da buon "crumiro istituzionale".

E ricordatevi, che vecchio, non sempre è saggio.

Davide Boldrin
Referente politico ALTERNATIVA per NOVI
Capogruppo consigliare LN-APN.