Guareschi

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26/01/14

Ce la farà, Don Ivo Silingardi, a far togliere il cappello a Florio Magnanini, direttore di VOCE ? . Si parla del fiume Secchia.

...Poi alla fine vi spiego come " mi è saltato in testa ", il titolo ...

DB


Titolo non originale di VOCE,  ma del " direttore " di novigiudiforma, qui:

Alluvione: UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA.

Fonte: www.voce.it

Carpi – Mai termine si rivelò più appropriato di Terre d’Argine, per il tratto della media pianura modenese attraversato dal Secchia. Per dire di quanto l’agricoltura, l’economia, il paesaggio, la storia di questi territori dipendano da quelle sopraelevazioni. Come tutte le opere dell’uomo, però, sono soggette a deperimento: e sta proprio qui, il punto. Questo giornale si occupa da tempo dell’argomento. Qualche titolo: “Abbassiamo il fiume, più che alzare i ponti” (10 novenbre 2011); “Il Secchia inquieta: golene sempre sotto” (24 novembre 2011); “Straripa la rabbia sull’Aipo” (26 gennaio 2012); “Secchia e vecchie paure: l’Aipo fa meno manutenzione” (1 dicembre 2012). Per dire che si avvertiva la sensazione di fragilità collegata a un fiume il cui letto non viene dragato dal 1974. E’ un furto di metri cubi sottratti allo scorrimento che inevitabilmente, nei momenti di piena, si traduce in una maggior pressione sugli argini. Si aggiunga che la rotta si è verificata in un un tratto del Secchia in cui il fiume è stato “canalizzato”, con un alveo più stretto e raddrizzato, al punto da far ritenere superflue le golene, indispensabili invece, dove si incurva, erodendo le sponde. Le golene cominciano poco più avanti, appena oltre il ponte dell’Uccellino e fiancheggiano l’andamento sinuoso del fiume: dappertutto, appunto, meno che in zona Albareto.
Se si somma a un fondo che non viene dragato da più di 40 anni un alveo più stretto, si ottiene una pressione ancor più forte sugli argini. Che, già soggetti alle filtrazioni sotterranee o fontanazzi (il 27 agosto 2012 l’Aipo, Autorità interregionale per il Po, scriveva al Sindaco di Cavezzo che sono concentrati soprattutto nei Comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Cavezzo, San Possidonio, in destra Secchia), vengono non da oggi, ma da sempre indeboliti dalle tane di volpi e tassi, molto più che dalle nutrie, abituate a vivere a stretto contatto con l’acqua. Un ulteriore fattore di indebolimento sono state sfalciature attuate anche all’esterno e non solo sulla parte interna. Alveo intasato, pressione maggiore e indebolimento degli argini, crolli continui anche parziali che vanno a riempire l’alveo: è questo il circolo vizioso dissennato all’origine delle rotte.
In compenso, qualche tempo fa, si sono spesi tre milioni di euro per alzare di una trentina di centimetri gli argini: e non si è ancora capito chi sia stato il responsabile di questa bella pensata.




Il punto di rottura dell'argine


23 Gennaio 2014: " Lago " di Camposanto, alle 7.50







Don Camillo Peppone e la benedizione del fiume:



Davide Boldrin




21/09/13

Incendio CA.RE.: l'interpellanza di Dante Mazzi ( capogruppo PDL provincia MO ).

Modena, 18 settembre 2013

Al Presidente del
Consiglio Provinciale di Modena

Incendio alla CA.RE. di Fossoli di Carpi, un video diffuso in rete pone nuovi interrogativi

INTERPELLANZA URGENTE
(con possibilità di dibattito)

Il sottoscritto Dante Mazzi, consigliere provinciale del Gruppo PdL,

appreso
da odierne notizie di stampa che il Comitato “No Inceneritori Carpi” ha diffuso in internet, http://youtu.be/uR3kgkxQaPk, un video amatoriale sull’incendio divampato il 24 agosto scorso, distruggendo lo stabilimento di CA.RE. S.r.l. di Fossoli di Carpi;

tenuto conto
che il video girato da un residente di fronte allo stabilimento farebbe emergere la gravità del rogo, i potenziali rischi a danno dei residenti e le contraddizioni con quanto dichiarato dai dirigenti di CA.RE.;

evidenziato
che dalle immagini del filmato e dalle dichiarazioni rese dal Comitato pare che lo stabilimento fosse incustodito al momento dell’incendio e che pertanto gli stessi residenti sarebbero stati i primi a lanciare l’allarme e chiamare i Vigili del Fuoco, in difficoltà a raggiungere il luogo dell’incendio a causa del cancello chiuso e incustodito;

ricordato
che la validità dell’autorizzazione concessa dalla Provincia di Modena a CA.RE. S.r.l. con Determinazione dirigenziale n. 517 del 4/11/2008 è subordinata al rispetto di condizioni e prescrizioni, richiamati e fatti salvi nella successiva Determinazione n. 229 del 22/12/2011, tra cui la n. 24, “l’impianto deve essere dotato di idonei sistemi antincendio di rapido impiego mantenuti in costante efficienza”;

INTERPELLA

il Presidente per sapere:

1. se alla luce di quanto sopra descritto non ritenga necessario approfondire quanto è successo il 24 agosto scorso nello stabilimento di CA.RE. S.r.l.;

2. se e come fosse rispettata la prescrizione prevista nell’autorizzazione della Provincia di Modena in merito ai sistemi antincendio presenti nello stabilimento di CA.RE. S.r.l.;

3. se CA.RE. S.r.l. avesse un piano di emergenza antincendio pubblicizzato anche all’esterno, ovvero a conoscenza dei residenti in prossimità dello stabilimento;

4. le motivazioni per cui CA.RE, S.r.l. non fosse tra le aziende elencate nel PRIR, tenuto conto dello stoccaggio di materiale infiammabile e a rischio di incendio con conseguenze per i residenti nelle zone limitrofe;

5. quali sono le condizioni necessarie affinché un’azienda venga elencata nel PRIR ed essere assoggettata ai relativi adempimenti previsti dalla normativa.



Dante Mazzi 

30/08/13

A proposito delle zanzare extracomunitarie ( ...abbiamo anche quelle...). Anche la "notina" polemica.


http://www.comune.novi.mo.it/index.php/comunicazione-e-partecipazione/avvisi-ai-cittadini/497-prevenzione-west-nile




....quale è la " notina " polemica ? Eccola: Intorno ai MAP, a Rovereto, è stato fatto un trattamento ? Presumo di si. O mi sbaglio ? So che fanno fatica a fare grigliate serali, per via di insetti che sembrano " L'AIR ONE FORCE ".


Davide Boldrin

15/02/13

Se fossi stato consigliere in carica, avrei votato con UNITI per NOVI ( I sinistri - sinistri ), Mercoledì sera. Una centralina per l'aria, suvvia ....

Mercoledì sera, 13 Febbraio, a Novi c'è stato il consiglio comunale. Il primo giorno di quaresima, e il Giovedì santo, a Novi di Modena, si fanno i consigli comunali.  E non è una barzelletta, anche se lo sembra.

Tornando al punto, i sinistri-sinistri hanno proposto questo ODG:

Ordine del giorno del gruppo consiliare "Uniti per Novi Rovereto S.Antonio" sulla installazione di misuratori di polveri sottili nel territorio comunale.



L'ODG è stato respinto dalla maggioranza. Eppure sembrava una cosa di buon senso. Ma si sa, si sta tornando al " l'han proposto loro, quindi non va bene ....."

Insomma, non voglio entrare nel merito di ciò che tutti sanno, ma l'impianto che la GARC farà ( ed è un'azienda privata, e se riesce, fa bene forse a farlo ...), sarà comunque una roba che brucia dell'altra roba che dal camino butta fuori dell'altra roba (  2 + 2 = 4, l'acqua è bagnata, il vento soffia, il sole scalda, la neve è fredda ...).

Per cui, a mio avviso, un misuratore ci sta bene.

Anche perchè ..... ( si legga l'articolo sotto )

Davide Boldrin

Fonte: www.voce.it


POLVERI SOTTILI
LA NOSTRA ARIA QUOTIDIANA

Carpi – Abbiamo “sforato” ottantacinque volte con le polveri sottili e sessanta volte con la percentuale d'ozono, e più del doppio, i limiti massimi consentiti dalle normative. Ma questo l'anno scorso. Quest'anno le cose potrebbero andare ancora peggio perché in poco più di un mese i superamenti della soglia di attenzione delle Pm 10, le “polveri sottili” che avvelenano l'aria che respiriamo, sono già stati undici. E va bene che lo scorso anno è stato un anno eccezionale, ma adesso come la mettiamo? 

La qualità dell'aria di Carpi preoccupa parecchio da sempre gli ambientalisti ma dovrebbe cominciare a preoccupare anche i cittadini, perché nonostante i vari provvedimenti presi (targhe alterne, giovedì di chiusura del centro storico, giornate in bicicletta e via di questo passo) qui si respira sempre peggio. «Niente di nuovo sotto lo smog invernale – ammette sconsolato Enzo Malagoli, presidente del Panda club Carpi che gestisce l'oasi ecologica La Francesa –. La qualità dell'aria in città? Nulla da dire che non si sappia già. Si sa da qualche tempo che siamo nel triangolo emiliano della nebbia e dello smog. Che, a livello internazionale condividiamo con Città del Messico il primato di zona con l'aria più inquinata del pianeta. Che ogni inverno preghiamo perché la pioggia o la neve ci abbattano le particelle che inaliamo a pieni polmoni». 

Non c'è proprio niente da fare, allora? 

«Si potrebbe provare, nel caso si ritenesse utile, senza farsi troppe illusioni, a vedere di cambiare direzione in almeno un paio di cose. Per esempio, piantando alberi che liberano ossigeno e mangiano anidride carbonica. Coerentemente con questa rivoluzionaria ipotesi, i progetti del Parco Lama, dell'Oasi la Francesa e il vagheggiato grande parco urbano all'interno della città, sono travolti da un eccezionale entusiasmo per la loro realizzazione. Ma pare – riconosce con amarezza il Presidente del Panda Club – che si pensi sia più urgente occupare interi quartieri con belle casette vuote che cercare in tutti i modi di portare verso la mitica classe A quelle che già ci sono, spesso colabrodi dal punto di vista energetico». 

E poi? 

«Si potrebbe anche, forse, cercare di rendere l'aria del centro storico più pulita e commercialmente più interessante tutta l'area. I commercianti hanno sempre osteggiato la chiusura alle auto, giustamente preoccupati di perdere clienti e fatturato. Il rilancio del centro storico, a nostro avviso, ha bisogno di arredi adeguati, ma anche che non ci stiano le auto. E per far questo è indispensabile che i collegamenti con il centro siano facili e veloci». 
C'è la rete del trasporto urbano... 

«Gli attuali mezzi pubblici sono pensati solo in minima parte per risolvere questo problema. Sarebbe più corretto, raddoppiare il parcheggio dell'ospedale con un nuovo “meccano di Lella” (che non ha portato alla devastazione che si paventava) con collegamenti facili e veloci (la ripetizione è voluta) con il centro storico. Probabilmente i carpigiani che abitano nelle vie adiacenti all'ospedale ringrazierebbero chi gli togliesse le auto che da anni, tutti i giorni, sostano davanti a casa loro. Viste le dimensioni che assumerebbe, il parcheggio a nostro avviso giustificherebbe che un'associazione o una coop sociale gestiscano un servizio di noleggio e assistenza dei mezzi di collegamento. Oltre ad un Arianna dedicato al giro dei soli parcheggi (massimo ogni 10 minuti), si potrebbero mettere a disposizione auto e bici elettriche, tricicli e bici normali. Si potrebbe provare a partire da qui per risanare l'aria del nostro territorio».






17/01/13

La mozione del Consigliere Euro Cattini ( LN-APN ) a Novi di Modena sul termovalorizzatore di Fossoli. E Buldrein chiede : Ma come mai la COMAL a NOVI, no, invece la GARC a CARPI, si ?

Chi se la ricorda la vicenda COMAL ? Che poi si trasferì a Rovigo ?

Per rinfrescare la memoria, qui un paio di LINK:



Le "voci di corridoio" dicevano che l'impianto era "osteggiato" a favore di qualcun'altro.

Boh ... Mah ....

Una precisazione, prima di "strumentalizzare" la Sindaco Luisa Turci, in tal senso. Il titolare della COMAL, rilasciò una dichiarazione pubblica ( e ci fu un anche un volantino-com.stampa ) a favore dell'impegno della Sindaco, in tal senso. l'impianto non prevedeva solo legnami o roba simile, certo. Però ....



Davide Boldrin


Qui la mozione protocollata oggi in comune, a Novi di Modena.



Carpi 17 gennaio 2013
Al Presidente del Consiglio
Al Sindaco di Novi di Modena

MOZIONE SU COSTRUZIONE TERMOVALORIZZATORE A BIOMASSE
Nel merito delle autorizzazioni richieste dalla ditta GARC per la costruzione di un Termovalorizzatore a biomasse nei pressi di via dei trasporti località Fossoli, nel comune di Carpi,

RITENENDO che
Nell’area prevista non abbia sicuramente bisogno di un’altra fonte di inquinamento permanente dell’aria , visto che è già abbondantemente martoriata dai miasmi che si sprigionano dal’impianto di compostaggio AIMAG dove il compost prodotto viene smaltito in annessa discarica, non ché poi, anche dalla centrale elettrica a gasolio con i suoi fumi e relativo impatto ambientale, a Care, e Terna o Tred C
Infatti già oggi basta un po’ di vento perché i miasmi del compostaggio arrivino su Carpi, Novi, frazioni e comuni limitrofi.
Si ritiene che non sia opportuno far giungere in più anche i fumi del possibile termovalorizzatore di Fossoli, considerando il tragico dato che la prima causa di tumore ai polmoni sono proprio i prodotti della combustione.
Ricordiamo a tale proposito che nel nostro territorio c’è la stessa percentuale di tumori ai polmoni di Taranto con l’ILVA
Si constata che il PROGETTO A REGIME IMMETTEREBBE 13.300 METRI CUBI OGNI ORA di fumi in atmosfera, in una zona di pianura come questa, dove a causa della scarsa ventilazione e del ristagno degli elementi inquinanti, la stessa amministrazione di Carpi, che si appresta ad autorizzare questo impianto, è costretta a limitare e talvolta a fermare il traffico veicolare con grande disagio dei cittadini. Blocco del traffico che purtroppo è utilizzato come semplice espediente demagogico ambientale, non avendo in effetti risultati sensibili.

CONSIDERATO CHE
Simili progetti hanno una loro collocazione naturale su territori montani o collinari, dotati di naturale ventilazione, al fine di disperdere i fumi inquinanti emessi. Collocati su territori piani con scarsa ventilazione, e con dimensione di tale portata ( 995 chilowatt) possono creare situazioni di criticità prevedibile. Pertanto è saggio sviluppare tali progetti con molta prudenza, anche se sono al limite dei parametri consentiti dalla legge.

L’energia termica prodotta, che sarebbe la parte maggiore pari a oltre 80%, non è certo che venga sfruttata per il teleriscaldamento, in quanto dalla documentazione si rilevano solo lettere di intento non vincolanti da parte dei potenziali utilizzatori e se così fosse, si tratterebbe di consumo comunque periodico (solo qualche mese annualmente).
Nello studio di progetto mi sembra che manchino alcune risposte o chiarimenti in merito:
  1. Sfalci e potature od espianti, si fanno in primavera e autunno, per cui 2 (due) tonn./ora (sono 15.000tonn./anno) dove lo trovano??
  2. Dove è prevista un’area di stoccaggio del legno??
  3. Il legno “se verde” va incontro a fermentazione ed è quindi paragonabile ai rifiuti umidi!! O nell’utilizzo di parti radicolari ancora complete di terra e pietre!!
  4. L’accatastamento del legno “se secco” non è a rischio di auto-combustione (verrà eventualmente protetto da malintenzionati??)
  5. La combustione già di per se produce (CO2) a cui si aggiunge ossido di azoto (NOX), chi ci assicura che i tronchi sottoposti per anni e anni a trattamenti fitosanitari, oltre all’NOX+CO2 non liberi nell’aria fumi tossici?? Non è che dovremo aspettarci una nuova SEVESO!!
Da notare che il contenimento di 0.06 MW (Da 0,95 a 1,00) ricollocherebbe l’impianto con altre leggi, in altri luoghi e con sistemi di sicurezza che sarebbero ENORMEMENTE superiori.


CONCLUDENDO

Il Consiglio Comunale di Novi, si impegna a trasmettere questa mozione, al consiglio comunale di Carpi, affinché gli amministratori carpigiani competenti, e tecnici predisposti siano sollecitati a non concedere, o ritirare l’eventuale autorizzazione “in esame” per l’impianto in questione, che, essendo di fatto quella di Fossoli una zona limitrofa a Novi-Rovereto_Sant’Antonio produrrebbe un grave stress ambientale
Chiediamo in caso di approvazione che l’impianto venga assoggettato alla procedura di VIA (Verifica Impatto Ambientale) o almeno sottoposta a procedura di “screening” come x le industrie insalubri.

La eventuale concessione di questo temovalorizzatore mi sembra tanto per agevolare un “futuro parcheggio per ex amministratori” PD.

Euro Cattini
Lega Nord - Alternativa per Novi


__________________________________________


Nota finale di Davide Boldrin :

Ricordo agli amici avvocati, che mi dicono "prima o poi ti mettono dentro, ma io mi divertirò un sacco a tirarti fuori " .... Che ci conto.

Buldrein

03/01/13

Il cammino attraverso la natura. Di Andrea Taschini

Si si. La roba sotto l'ha scritta proprio lui. Quelli che fanno l'istituto d'arte Venturi, sono tutti un po' così....
Un po' artisti, un po' "strani", e un po' geniali. Certamente genuini, sotto certi aspetti. Bisogna conoscerli, e non fermarsi alla superficie.

Davide Boldrin



30/12/12

Una domandina ai Novesi, Roveretani, e Sant'Antoniani: ma l'inceneritore di biomasse a Fossoli, che si dice ? Comunicato della Lega Nord Carpi e Novi e TDA, e il "compito delle vacanze " di Rino Filippin



Non so dare giudizi in meriti. Non vorrei cadere nel "effetto nimby ". Però intanto, magari, interessarsi della cosa ...:


Troppi punti interrogativi sull’impianto a biomasse di Fossoli

L’impianto a biomasse del quale la ditta GARC  chiede  autorizzazione all’amministrazione comunale che vorrebbe realizzare a Fossoli, presenta molti lati oscuri, motivo per cui non può raccogliere l’approvazione della Lega Nord.
Simili progetti debbono essere sviluppati con molta prudenza perché hanno sempre  un impatto ambientale considerevole e quindi mettono a repentaglio la salute dei cittadini, al punto che la più recente normativa ministeriale ne riduce drasticamente l’incentivazione a favore di impianti molto più piccoli   ( Max un quinto)
Il primo elemento non chiaro è da dove verranno presi i materiali legnosi che dovranno alimentare l’impianto. L’inceneritore per funzionare a regime avrebbe bisogno di più di due Tir di biomassa legnosa vergine al giorno, una quantità che non può essere reperita sul territorio di Fossoli e di Carpi. Se ne deduce che la materia prima dovrebbe essere importata da zone non meglio precisate e portata in loco tramite mezzi su gomma.  inquinanti.
Sorge legittimo il dubbio che a fronte dei rilevantissimi quantitativi di biomassa richiesta ogni giorno, non vengano utilizzati anche materiali di scarto o rifiuti di qui la GARC dispone ampiamente  a seguito di  una delle sue attività  prevalenti.
L’asserito pericolo” di esplosione caldaia” richiamato dal vice Presidente del C.diA. Saraceni Claudio su Carlino e Gazzetta è una Grossa bufala, in quanto utilizzando rifiuti come combustibile l’unico effetto è  il  grave inquinamento dell’aria
Anche i controlli sull’inquinamento prodotto da questo impianto saranno tali da non poter suscitare una grande fiducia. L’agenzia deputata al monitoraggio è infatti ARPA che, come è notorio, effettua controlli una tantum facilmente eludibili. Le emissioni invece dovrebbero essere controllate in maniera costante per poter avere la certezza che non siano pericolose per la popolazione del posto. Tra l’altro la probabile pericolosità viene implicitamente confermata dal fatto che secondo le nuove regole energetiche nazionali questi impianti vengono disincentivati. Quello di Fossoli sarebbe l’ultimo del suo genere ad ottenere il via libera.
L’ultima considerazione riguarda l’eccessivo stress ambientale del territorio di Fossoli sul quale è già presente una centrale Enel e un impianto di compostaggio e una  discarica ai quali, da un punto di vista inquinante,  non bisognerebbe aggiungere una ulteriore fonte di inquinamento. Come succede spesso con i miasmi del  compostaggio è sufficiente un minimo alito di vento da  Nord perché odori e polveri arrivino su Carpi.
In definitiva temiamo che l’impianto di Fossoli produrrà elevati costi ambientali che ricadranno su tutti mentre i lauti guadagni economici(normalmente almeno tre milioni di EURO all’anno), andranno a beneficio esclusivo del gestore.
Tenute presenti queste considerazioni, si pone quindi la domanda se questa operazione abbia un senso e se sia veramente conveniente per la comunità di Carpi, in quanto l’energia elettrica prodotta andrebbe immessa in rete con ulteriore aggravio delle bollette sotto la voce : quota fonti rinnovabili.  Noi pensiamo di no dato che il presunto utilizzo dell’energia elettrica prodotta da parte delle aziende della zona è un ulteriore bufala del vicepresidente  Saraceni.

Il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio Comunale di Carpi
Argio Alboresi

CARPI il 29-12-2012                                                                                                                  


Qui Il "compito delle vacanze " di Rino Filippin :

21/09/12

Pro-PDL, Non più PDL ... NON è questo il punto. E' Altro. Lo dimostra STEFANO VENTURINI di CAVEZZO (MO) in merito al fiume SECCHIA.

Il problema che affligge la Politica è quello di un "abuso di potere". Certo è che appena si tratta del centrodestra ci sono attacchi mediatici di ogni genere ( il caso di Formigoni ). Mentre se si tratta del centrosinistra, piccoli trafiletti ( vedi Errani e Vendola ).


Ho capito che molti condividono il senso di ciò, indipendentemente dal "colore" :

I casi sono due: O ho iniziato la "carriera politica", o l'ho terminata del tutto ...

LINK: http://novigiudiforma.blogspot.it/2012/09/i-casi-sono-due-o-ho-iniziato-la.html

Speriamo che se ne capisca il senso, e non la si butti su "attacchi personali".  A tal proposito riprendo un articolo dal sussidiario.net:

SCENARIO/ Folli: senza le dimissioni della Polverini, il Pdl "chiude"


Lo scandalo che sta travolgendo il Lazio potrebbe rivelarsi tutt’altro che circoscritto alla sola Regione. Francesco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl in regione che ha dilapidato con disinvoltura i soldi provenienti dal finanziamenti pubblici ai partiti per togliersi tutti gli sfizi possibili immaginabili, sta facendo i nomi. Tanto per cominciare, mentre veniva interrogato dai pm in merito all’accusa di peculato, avrebbe affermato che la Polverini, che in questi giorni continua scandalizzata a minacciare le dimissioni, sapeva tutto. Non solo. Sempre a quanto ha riferito "Batman", ci sarebbe un patto tra i gruppi consiliari per spartirsi i 17 milioni di euro assegnati ogni anno. In un tale contesto, e considerando i sacrifici che il governo sta chiedendo agli italiani, le feste organizzate dal vicecapogruppo del Pdl in consiglio, Carlo De Romanis – lui dice pagate di tasca sua – appaiono tutt’altro che derubricali a folklore locale di cattivo gusto. Abbiamo chiesto a Stefano Folli quali potrebbero essere le conseguenze della vicenda.
Crede che lo scandalo potrebbe coinvolgere l’intero centrodestra?
Direi proprio di sì. Ha fatto venire allo scoperto, infatti, uno stato di cose del tutto intollerabile per l’opinione pubblica; una situazione composta da malversazioni di vario genere e dall’assoluta mancanza di capacità di governo. Il che è tanto più grave, quanto si considera che avviene in una Regione di importanza decisiva come il Lazio. Tutto ciò la dice lunga sui criteri con attraverso cui viene selezionato il personale politico-amministrativo. Un pessimo segnale. Si tratta di una crisi che può dilagare al punto da trasformarsi nel fattore di decomposizione del Pdl.
Dopo questa vicenda, Berlusconi potrebbe decidere di ritirarsi definitivamente dalla politica?
Non saprei se l’episodio in sé possa sortire questo effetto. Sta di fatto che la sua stagione si è sostanzialmente conclusa, già da qualche tempo. L’insistere sul ritorno in campo è un’eventualità a cui lui stesso crede poco e ha a che fare, più che altro, con le enormi difficoltà del Pdl. In sostanza, sembra quasi che il vecchio leader fondatore si trovi costretto a rimettersi in gioco per rimettere in sesto i pezzi del partito.
In ogni caso, le dimissioni della Polverini potrebbero arginare la crisi del Pdl?
Tanto per cominciare, le ha, ormai, annunciate talmente tante volte che avrebbe già dovuto darle da un pezzo. L’impressione, quindi, è che non è chiaro fino a che punto i vari annunci fossero accompagnati dall’intenzione reale di dare un seguito alle proprie parole. Tanto più che, qualunque esse fossero, è stata finora frenata da Berlusconi. Credo, tuttavia, che il primo passo per cercare di risalire la china sia proprio l’uscita di scena della governatrice, e l’azzeramento di questa classe dirigente laziale. Occorrono nuove elezioni, per dar vita un nuovo capitolo. Non dico che si tratti della condizione sufficiente per riacquistare credibilità ma, di sicuro, è quella necessaria.
Lo scandalo potrebbe coinvolgere anche altre Regioni come la Lombardia?
Credo di sì. Molte sono all’interno di questo meccanismo. Un meccanismo che si sarebbe dovuto correggere in tempo. E che, ora, impone di riflettere sul funzionamento degli ordinamenti regionali stessi, non tanto per limitarli, quanto per correggere le gravi storture. Un intento che non ha mai avuto spazio nell’agenda dei partiti e, soprattutto, in quella del Pdl.
L’episodio riguarda, in generale, il sistema dei finanziamenti pubblici ai partiti. Potrebbe, quindi, contribuire a dare nuova linfa all’antipolitica?
Indubbiamente. La vicenda è una fantastico spot a favore dell’antipolitica, nonché un incredibile forma di autolesionismo da parte dei partiti.
Crede che potrebbero risultarne screditati a tal punto da rendersi necessario un secondo governo tecnico?
Se così fosse, ci troveremmo in uno grave scenario, ove si renderebbero del tutto inutili le elezioni. Credo, al contrario, che i partiti debbano tornare a occupare la scena, scegliendo uomini adeguati a governare il Paese. Il problema è che l’ipotesi del Monti bis circola proprio perche pare che non ci siano personalità in grado di garantire all’Italia la dovuta credibilità e di non far perdere l’autorevolezza sin qui riassunta grazie a Monti.
Cosa dovrebbero fare i partiti per “purificarsi”?
Come minimo, una legge elettorale decente e una sul finanziamento ai partiti. 

(Paolo Nessi)



Poi c'è chi "dal basso " pensa al concreto. Speriamo di non finire sott'acqua. L'impegno del presidente di AIPO , dimostrato dopo l'interrogazione di Stefano Venturini ( consigliere PDL Cavezzo ) lascia ben sperare:


I partiti sono "STRUMENTI" e "MEZZI", per far Politica , altrimenti c'è qualcosa contronatura...

Davide Boldrin




25/02/12

Belle giornate ora, vero? Lo fa notare anche OLGA VECCHI del PDL di Modena, perchè...

MODENA, CITTA’ DELLE EMERGENZE.  SIAMO PRONTI ALL’INCALZANTE DISGELO? MOLTI NON SANNO CHE…
Perchè ridursi sempre all’emergenza e non fare prevenzione? Chi deve fare cosa?
Una proposta ed una sfida:
nel 2001 il Consorzio della Bonifica di Burana con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna
ha commissionato un importante studio tecnico all’Universita di Bologna dal titolo già di per se
esplicativo “ Una sentinella per il territorio” ( se ben ricordo circa 300 milioni di lire) documen-
to eccezionale chiaro e completo ( 2 enormi volumi di analisi e proposte)nel proporre i punti fon-   damentali riguardanti la bonifica da apportare al territorio con urgenza.
-          1) Adeguamento del reticolo idraulico di bonifica alle mutate esigenze territoriali;
-          2) Relazione tecnica
-          3) Prospettive nei prossimi decenni
-          4) Esondazioni (a seguito evento maggio ’96)
-          5) Carta bacini
-          6)Uso reale del suolo,anni 70/90 confronto
-          7)Carta litologica,geomorfologica
-          8)Situazioni fluviometriche ecc..
-          9) CARTA INTERVENTI PROPOSTI.
Alla presentazione tutte le Autorità,tantissimi tecnici,persone interessate in materia.
Quanti negli anni lo  hanno consultato? Quanti conoscono le proposte? Quanti lo hanno applicato per il futuro del nostro territorio e dell’ambiente? Quanti gli interventi proposti realizzati? Da chi?
L’Ass. SITTA,per esempio,che progetta di costruire sulle falde dell’acquedotto,che cementifica la
Città espandendola alla periferia,riducendo del 50% gli standards e il verde,ha mai consultato questoTrattato?Un po’ di umiltà di apprendimento basterebbe?Quando“andremo sotto”e ancora una volta ci troveremo l’acqua in casa,chi ne risponderà?   Questa e la SFIDA! Questa la PROPOSTA!
Non sempre.infatti,i disagi e le difficoltà create dal clima sono da considerarsi reali “Emergenze”.
Spesso sono solo dovute a carenza,inerzia,incapacità e mancanza di prevenzione.
Se le poche recenti decine di centimetri di neve a Modena hanno creato “Emergenza”,come sono
sopravvissuti i cittadini abruzzesi con i loro metri di neve?
E’ indubbio che le recenti nevicate sul nostro Appennino sono state una notevole anomalia degli ul-
timi anni. E’ vero che le temperature stanno notevolmente aumentando per l’imminente primavera.
Non meraviglia,quindi,la preoccupazione e l’allerta dichiarata scientemente in merito,dal Consor-
zio di Burana.     Nessuno vuole fare del terrorismo. Bene hanno fatto l’ing. Bertozzi ed il Pres.del Consorzio Vincenzi a sollecitare una coerente ed indispensabile “ PREVENZIONE”. Per non pian-
gere, po,lacrime di coccodrillo con il solito valzer delle inutili “commissioni d’inchiesta” e degli
scaricabarile su tragedie annunciate.
E’ naturale,quindi,attendere e prevenire un prossimo scioglimento di enormi quantità di neve in
Appennino che,quanto prima,si trasformeranno in violente masse d’acqua ingrossando canali e
fiumi. Carico d’acqua complessivamente stimato dal Consorzio stesso in 50 milioni di metri cubi!!
La “cementificazione” del territorio,inoltre,e l’eccessiva urbanizzazione delle periferie difficilmente
permetteranno l’assorbimento dell’acqua e potrebbero creare,invece, piene,inondazioni ed esondazioni.

Modena 24 febbraio 2012
                                                                              

  Cons.Com.le PdL-Modena
  Vecchi Olga

08/03/11

Agricoltura, " Transizione ", Oneri di Urbanizzazione ...e Vasco Rossi !

E' un pò che voglio fare questo post. La cosa buffa in merito, è che poco più di un anno fà iniziai a commentare su carpizeronove, perchè ritenevo ridicolo ( ma non solo io..altrimenti...)  non lasciare costruire la fonderia, vicino a casa dei miei, a Carpi. Poi per ragioni professionali, attualmente sono a contatto anche con il mondo agricolo, e mi rendo conto che abbiamo " gettato nel cesso " un grande patrimonio. Ad esempio gli zuccherifici.. Meno male che c'è un programma di recupero rurale fino al 2013. E se nei bilanci dei Comuni iniziassimo a conteggiare gli " Oneri di urbanizzazione " come entrate straordinarie ?
Cambiare è possibile .... ma conta sì, il denaro. Poi cosa succede in città ? ( Novi, Carpi..) , 'sti ultimi arrivati, e pivelli della politica ... vogliono insegnare agli anziani ... mah...

Davide Boldrin

Analisi:

LINK: http://carpitransizione.wordpress.com/category/citta-in-transizione/

Quanta terra abbiamo a Carpi per mangiare?


27 febbraio 2011

Uno dei momenti che più mi hanno colpito della conferenza di giovedì con Davide Bochicchio sull’Alimentazione sostenibile è stato quello in cui si rapportavano alla disponibilità del territorio carpigiano le esigenze pro-capite di suolo agricolo richieste dai diversi tipi di dieta.

Calcolando che il comune di Carpi si estende su 13.114 ettari, che ovviamente non possono essere tutti destinati e/o destinabili all’agricoltura, considerando una popolazione di 68.831 abitanti (che l’amministrazione dichiara con orgoglio in costante crescita) si possono trarre alcune conclusioni:

o La dieta basata sull’agricoltura e l’allevamento industriale richiedono circa 3.500 mq di suolo agricolo a testa, quindi a Carpi ne servirebbero 24.091 ettari; ne mancano già 10.977

o Se tutti i carpigiani seguissero una dieta ovo-latto-vegetariana, che richiede 1.400 mq di suolo a testa, basterebbero 9.636 ettari; ne avremmo 3.478 in più

o Se poi tutti i carpigiani seguissero una dieta vegana, che consuma solo 700 mq di suolo a testa, basterebbero 4.818 ettari e ne avanzerebbero 8.296

Le considerazioni che mi suscitano questi dati sono due:

1.La prima, quella che era in discussione l’altra sera, riguarda la sostenibilità del nostro modello alimentare: è ovvio che così come siamo abituati a mangiare abbiamo bisogno di consumare la terra di qualcun altro e di far arrivare qui il cibo.

2.La seconda riguarda la sostenibilità del nostro modello di consumo del territorio: se finisse l’era del petrolio a basso prezzo, l’era dei trasporti a basso prezzo, se i popoli a cui abbiamo “preso in prestito” la terra decidessero di riprendersela… quanta terra coltivabile rimarrebbe a Carpi per continuare a mangiare?

N.D.R.: Marco Pignatti

..Poi:







Insomma....tra oneri di urbanizzazione, consiglieri che discutono sempre, (un gran casein..) e rompiscatole vari... ecco qua:



....il problema è che NON SUCCEDE NULLAAAAA......

Buldrein da r'vree


....

07/10/10

Nasce la Mappa della Spesa Sostenibile dell'Unione Terre d'Argine

E' nata dieci giorni fa, ed era la mappa della spesa a Carpi.
Poi sono cominciate ad arrivare le segnalazioni ed è già diventata la Mappa della Spesa Sostenibile delle Terre D'Argine.

Se conoscete delle attività di Novi che possiedono i criteri richiesti, segnalateli con l'apposito form.

Cosa c'entra la spesa?
Fare la spesa è un atto politico oltre che economico. Tutti compriamo beni e servizi e ogni volta che lo facciamo, anche se non ci pensiamo, siamo di fronte ad una scelta, stiamo “dando un voto di preferenza” ad un tipo di attività o ad un altro.
Ci sono tanti criteri per scegliere un prodotto e non è detto che un criterio sia sempre migliore di un altro.


Cos’è sostenibile?
Questa mappa vuole raccogliere tutte le attività commerciali che contribuiscono a ridurre gli sprechi inutili. Questo è un criterio che ha molti risvolti ambientali, economici e sociali. La priorità viene data ai prodotti locali che riducono gli sprechi legati al trasporto e alla conservazione dei prodotti, in secondo luogo ai prodotti biologici che riducono gli inutili sprechi “ambientali”, un posto importante è riservato poi alle attività che promuovono il recupero dei prodotti usati ma ancora in buono stato e alle attività attente al risparmio energetico, infine si cerca di valorizzare le attività con un forte risvolto etico e sociale.
La “sostenibilità” a cui fa riferimento è prima di tutto quella ambientale.
Ma, soprattutto in un momento di crisi, la “sostenibilità” può essere anche economica perchè meno sprechi inutili spesso significa anche meno costi inutili.

Perché una mappa?
In questo caso la geolocalizzazione (come la chiamano i tecnici) cioè il vedere sulla mappa dove sono le cose non è un vezzo.
La distanza dalla propria casa, da proprio posto di lavoro, dalla scuole dei figli è uno dei criteri di sostenibilità. La famosa “Spesa a Km0” riguarda sia i km che fanno i prodotti per arrivare al negozio sia quelli che facciamo noi dal negozio a casa.
Uno dei modi di usare questa mappa è proprio quello di localizzare su di essa i propri luoghi e percorsi abituali e scoprire a cosa passiamo vicino tutti i giorni senza magari saperlo.

Chi la fa?
La Mappa nasce dal basso.

La mappa è stata creata da Carpitransizione in collaborazione con l’associazione La Festa che da anni si occupa di acquisti sostenibili e solidali. Le due caratteristiche che accomunano queste due realtà sono il rispetto per l’ambiente e il territorio e la fiducia nella forza delle comunità locali.
La mappa però non è completa perché queste attività si stanno moltiplicando e soprattutto perchè spesso si tratta di piccole realtà che non hanno la possibilità di investire risorse nella pubblicità.
Se siete titolari o clienti o semplicemente conoscete un’attività che potrebbe stare in questa mappa, segnalatela con l’apposito modulo.

06/07/10

Novi Eccellente per Riciclo Rifiuti

Riporto da http://www.viaemilianet.it/rssmo.php?id=5936 un articolo interessante.
Sottolineo che a Carpi la Raccolta è Porta a Porta. Da noi invece è più Furba. Con la tessera da usare all'Isola Ecologica ( la DISCARICA...) per scalare la tassa, in modo da incentivare i cittadini. E come si vede Funziona. Speriamo non venga mai in mente di fare il Porta a Porta nella Frazione di Novi di Modena..oops..volevo dire il Comune di Novi di Modena.

Fonte: http://www.viaemilia.net/

I comuni "ricicloni"

Aumentano ii comuni "Ricicloni", premiati oggi da Legambiente. Secondo l'indagine dell'Ecosportello, punto informativo dell'associazione ambientalista, sono 1.488 i comuni che, grazie alla raccolta di circa 12 milioni di italiani, sono stati riconosciuti virtuosi.
L'Italia mostra segnali incoraggianti da nord a sud nello sviluppo della raccolta differenziata. E', infatti, diffuso un aumento dei comuni "Ricicloni", premiati oggi da Legambiente. Secondo l'indagine dell'Ecosportello, punto informativo dell'associazione ambientalista, sono 1.488 i comuni che, grazie alla raccolta di circa 12 milioni di italiani, sono stati riconosciuti virtuosi. In provincia di Modena sono cinque le amministrazioni segnalate con un dato al di sopra del 50%. Prima fra tutti Nonantola con il 64.8%, poi Sassuolo con il 54.3, Formigine 53.7, Carpi al 50.8% e Novi di Modena con il 50.1%. I dati sono relativi al 2009, quando la raccolta differenziata nel comune di Modena arrivava al 49.4%, ma l'anno prossimo anche il capoluogo potrebbe essere nella lista dei più “Ricicloni” d'Italia dal momento che il trend nei primi sei mesi del 2010 ha evidenziato un miglioramento.

di Cristina Provenzano

20/06/10

Sicurezza fiumi modenesi: 13 milioni per casse e argini

FONTE: http://www.modena2000.it/

Possono partire i lavori dell’Aipo per realizzare il bacino di laminazione in località Prati di San Clemente per ridurre le piene del canale Naviglio, l’adeguamento funzionale della cassa di espansione del Panaro e una serie di interventi di messa in sicurezza di traverse e arginature sul Secchia e Panaro. Lo ha annunciato Paola Gazzolo, assessore alla Sicurezza territoriale della Regione Emilia Romagna, partecipando, giovedì 17 giugno, a un incontro con i sindaci e amministratori dei Comuni interessati e tecnici di protezione civile, oltre all’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Vaccari, che si è svolto nella sede del Centro unificato di Protezione civile a Marzaglia, per presentare il piano degli interventi urgenti di protezione civile approvato di recente dalla Regione. Per il territorio modenese sono disponibili oltre 13 milioni di euro: 9,7 milioni per gli interventi di Aipo sulla cassa di espansione del Panaro e la messa in sicurezza degli argini a Bastiglia, Bomporto, Novi, Ravarino, S.Possidonio, Soliera e alla Fossalta di Modena. Saranno ripristinate, inoltre, le briglie selettive danneggiate su Secchia e Panaro a Vignola e a Modena a monte della cassa del Secchia. A queste risorse si aggiungono un milione e 700 mila euro, di cui quasi 400 mila per nuovi interventi in montagna a Romanoro di Frassinoro, a Fanano in località Serrazzone, a Salto di Montese e a Marano sul Rio Faellano. Il resto è destinato ai Comuni per interventi urgenti già effettuati lo scorso inverno. Previsti inoltre un milione e 600 mila euro stanziati dalla Provincia per interventi sulla viabilità provinciale tra cui spiccano i lavori sulla sp 324 a Rolunato partiti questa settimana. «Il Piano regionale – ha riferito l’assessore Gazzolo – mette a disposizione oltre 29 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza. Un autentico programma straordinario contro il dissesto dopo un inverno particolarmente difficile da punto di vista meteo. La Regione sta facendo la propria parte, ora auspichiamo che siano rapidamente assegnati all’Emilia-Romagna anche i 24 milioni di euro già deliberati dal Cipe, in modo da poter proseguire con gli altri interventi necessari». Nel piano sono inoltre previsti 500 mila euro destinati alla concessione di contributi a favore di soggetti privati e attività produttive danneggiati. Per Vaccari «partiranno interventi sollecitati da tempo dagli enti locali modenesi soprattutto sulle casse di espansione e i tratti arginati per mettere in sicurezza il nodo idraulico di Modena, messo a dura prova dalle piene del Natale scorso. Siamo riusciti ad ottenere quasi tre milioni in più rispetto a quelli preventivati in un primo momento anche perché abbiamo posto il problema della necessità di adeguare il nostro sistema idraulico a fronte di eventi atmosferici sempre più spesso violenti e concentrati nel tempo. Con un prossimo stanziamento di oltre 24 milioni la Regione finanzierà anche gli interventi necessari per ampliare la cassa di espansione del Secchia». Il Piano, predisposto dall’Agenzia regionale di Protezione civile in stretto raccordo con gli uffici tecnici regionali e gli enti locali, ha avuto il parere favorevole del Comitato istituzionale e consente l’immediata cantierabilità dei lavori.